Dopo una gara di MotoGP ad Assen pazzesca, la domenica dei motori con il primo GP di Arzebaijan della F1 ci regala una delle corse cittadine più pazze e incerte dell’ultimo decennio. Una gara dove succede di tutto e sul podio trovi chi non t’aspetti. Dopo oltre due ore, contatti e incidenti, tre safety-car e una bandiera rossa, a vincere è la Red Bull di Daniel Ricciardo, seguito dalla Mercedes di Valtteri Bottas che soffia il secondo posto al fotofinish alla Williams di Lance Stroll, che con il terzo posto diventa il più giovane rookie a salire su un podio di Formula 1.

Tre increduli sul podio di Baku: Ricciardo partiva decimo e al giro 5 è stato costretto al pip-stop (per togliere alcuni detriti accumulati nelle ruote) provando un’improbabile strategia della sosta unica e rientrando in pista 17°; Bottas per colpa di un contatto al via con Raikkonen (alla lunga costretto al ritiro) si è trovato addirittura doppiato di due giri e per lui la gara sembrava completamente compromessa; e l’esordiente di 18 anni Stroll ottiene il primo podio in carriera, un risultato che lo avvicina agli unici due canadesi finora a podio nella storia della F1 (Gilles e Jacques Villeneuve).

Ma non doveva essere una lotta Ferrari-McLaren? La lotta c’è stata. E adesso è totale.

Nella folle corsa di Baku è successo anche che Hamilton ha dichiarato guerra aperta a Vettel. Rispettivamente primo e secondo al via – Lewis partendo perfetto e Seb sfruttando il contatto Bottas-Raikkonen – l’inglese della Mercedes e il tedesco della Ferrari iniziano subito a picchiare duro e sarebbero stati i dominatori della gara. Se Hamilton non avesse deciso di farsi tamponare da Vettel. Non un incidente di gara, ma un voluto rallentamento un attimo prima della ripartenza della corsa dopo l’uscita della safety-car. Un fallo a gamba tesa su Vettel, che reagisce: accosta Hamilton come un comune automobilista al semaforo per dirgliene due e visto che c’è gli dà anche una ruotata.

L’episodio inevitabilmente finisce in direzione gara, ma a subirne le conseguenze è inspiegabilmente il solo Vettel, penalizzato con uno stop&go (il suo è un chiaro fallo di reazione che dev’essere evitato). Hamilton invece la fa franca. Perché? A questo colpo di fortuna, però, ne corrisponde uno uguale e contrario: sceso dalla monoposto durante gli oltre 20 minuti di stop della gara (per permettere la pulizia dai troppi detriti sparsi sul tracciato) Lewis non ha fatto in conti con la protezione di sicurezza del casco non fissata all’abitacolo.

Così, dopo tre safety-car e uno stop di 20 minuti, alla ripartenza definitiva della corsa al giro 23 (su 51) Hamilton e Vettel iniziano a martellare come degli indemoniati, ma al giro 32 Lewis è costretto al pit-stop per sistemare il problema alla protezione e al giro 34 Seb effettua lo stop&go. Conclusione: Vettel rientra settimo proprio davanti a Hamilton, per risalire entrambi a suon di giri da qualifica arrivando rispettivamente fino alla quarta e alla quinta posizione. Il podio, quello è degli increduli.

L’ordine di arrivo del GP Azerbaijan 2017

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