F1 GP Bahrain. Hamilton demolition man, stand by me Vettel

Quarta pole consecutiva in stagione per il pilota della Mercedes, seconda prima fila della stagione per il pilota della Ferrari. In seconda fila Nico Rosberg e Kimi Raikkonen, in terza Valtteri Bottas e Felipe Massa, in quarta Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, in quinta Carlos Sainz Jr e Romain Grosjean.

HAMILTON 1Un demolitore senza pietà. Stasera ha certamente demolito, forse definitivamente, Nico Rosberg che non riesce a trovare le risorse emotive per uscire dal tunnel in cui l’ha cacciato Lewis Hamilton. Il quale ha messo in bacheca la quarta pole position consecutiva della stagione, la 42ma in carriera, -3 dal record attuale di 45 di Sebastian Vettel. 1’32″571 il  crono che ha massacrato la concorrenza a dimostrazione che sul giro secco con le soft la “sua” Mercedes è inraggiungibile. Ma la Mercedes ha per la seconda volta quest’anno fallitto l’obiettivo di avere le due monoposto in prima fila. Sottoscrittore del fallimento ancora Sebastian Vettel che ha portato la Ferrari davanti alla monoposto di Nico Rosberg. 411 millesimi il distacco del quattro volte campione del mondo, secondo, 558 quello del pilota tedesco, quarto, e +147 millesimi dal connazionale in Rosso.

La Ferrari, al contrario della Mercedes, non ha fallito l’obiettivo di avere i due piloti nelle prime due file. Kimi Raikkonen, anch’egli eroe della serata nel Paese dei due mari, ha messo sotto sequestro il quarto posto con 565 millesimi di distacco, ad appena 7 millesimi (un fotofinish) da Rosberg col quale quindi condivide il secondo allineamento della griglia.

Iceman ha portato, per altro, a termine il compito che gli era stato affidato di neutralizzare le Williams che nei primi due tagli delle qualifiche avevano (ri)alzato la cresta. Anche quest obiettivo raggiunto. La Williams si è dovuta necessariamente accomadare nelle poltrone della terza fila con Valtteri Bottas quinto a 810 millesimi e Felipe Massa sesto a 1″173.

La Red Bull continua a perdere Daniil Kvyat (17mo in Q1) e si arrampica con i mezzi che allo stato attuale dell’arte riesce a mettere a disposizione di Daniel Ricciardo. L’astraliano ha dovuto sacrificare due treni di gomme Soft per potersi garantire alla fine il settimo posto a 1″261 che gli ha garantito il quarto allineamento che condivide con Nico Hulkenberg, superstite della serata tra i Force India, ottavo a 1″879.

La quinta fila è stata appannaggio di due eroi semiseria, combattivi e irriducibili che continuano a tenere dietro i rispettivi compagni di squadra. Carlos Sainz Junior ha dato alla Toro  Rosso la gioia del nono posto a 1″891 (l’osannato “Maradona della Formula 1” Max Verstappen 15mo in Q2), Romain Grosjean ha consolato la Lotus col decimo a 1″913 (Pastor Maldonado 16mo in Q1).

Il calvario della McLaren continua inarrestabile. Il “perseguitato politico” del team rimane Jenson Button. L’ennesimo guaio elettrico lo ha fermato impietosamente appena uscito dalla pit line per affrontare la Q1. Una comica! Fernando Alonso è arrivato fino alla Q2 e lì ha esaurito le possibile della sua monoposto, 14mo.