Un'altra gara da dominatore di Lewis Hamilton. Nico Rosberg, terzo, mai in grado di insidiarlo, nel finale è stato raggiunto e superato da Kimi Raikkonen con una Ferrari superlativa sia con le Medie sia con le Soft. Per Sebastian una giornata di disavventure: quinto alle spalle di Valtteri Bottas.

raikkonen barhain 2015

Inarrestabile Lewis Hamilton. Terza vittoria (su quattro gare) della stagione, 36ma in carriera (-4 da Sebastian Vettel). Inarrestabile Kimi Raikkonen. Primo podio della stagione, secondo posto ad appena 3″380 dal vincitore, conquistato con la forza di un ciclone che abbatte tutto quello che incontra sul  suo cammino. Chiedetelo a Nico Rosberg.

Se il padrone del campionato ha potuto godersi un’altra giornata sul podio più alto erigendo tra sé e il disarmante compagno di squadra un muro che Nico Rosberg difficilmente riuscirà a demolire per (ri)tentare la corsa all’iride dopo lo smacco dell’anno scorso, la Ferrari ha contribuito con molti mattoni alla costruzione di quel muro. Nella serata del terzo trionfo di Hamilton, Rosberg ha subito un doppio scacco matto: quello del compagno di squadra e quello della Ferrari con Kimi Raikkonen che l’ha acchiappato per gli scarichi e lasciato sul posto al penultimo giro.

Iceman è stato più primattore di Hamilton. il quale di fatto ha conquistato indisturbato un’altro successo. Gli è mancata solo la vittoria. Ci è arrivato vicino di 3″600. Come aveva dimostrato nella simulazione gara di venerdì, stasera è stato il più veloce sia con le gomme Soft con le quali ha fatto i primi 17 giri e gli ultimi 11 dei 57 in programma, sia con le Medie che ha montato al 18mo giro ed ha tenuto fino al 46. E in questa porzione di gara con le Medie ha girato più veloce di tutti quelli che avevano le Soft, Mercedes e Ferrari del compagno comprese. La sua ciclonica rimonta dal 46mo giro ha dato la misura di come e quanto la Ferrari abbia recuperato e rimotivato un campione del mondo (2007) in grado di ripetere non dimenticate imprese. Nell’ultimo giro ha dato a Rosberg 2″653 di distacco.

Per quelle che erano le aspettative della vigilia ha deluso Sebastian Vettel. Il quattro volte campione del mondo, pronto in partenza a tenersi il secondo posto mentre Iceman toglieva il terzo a Rosberg, ha combattuto bene fino al secondo cambio gomme. Portandosi davanti a Rosberg nelle due circostanze uscendo dalla pit lane anche se ha subìto l’immediato sorpasso in pista del connazionale manifestando alcune insospettabili crepe psicologiche.

Al 37mo giro, quattro dopo il secondo cambio gomme, è stato costretto a rientrare al box per cambiare il musetto danneggiato in un lungo estremo tentato per non farsi superare da Rosberg. Poi si è logorato nell’inutile ricerca del sorpasso della Williams di Valtteri Bottas, monoposto che sui dritti ha negato alla Rossa la speranza del sorpasso. Inevitabile il quarto posto del finlandese come inevitabile è stato per Vettel fare buon viso a cattiva sorte andando a prendere i punti del quinto posto che però non hanno impedito a Rosberg di salire in seconda posizione, un punto avanti, alle spalle di Hamilton.

Buon sesto posto per Daniel Ricciardo e nono per Daniil Kvyat. Ma la Red Bull invece di gioire piange. Il pilota australiano è arrivato sul traguardo con la power unit in fiamme. Considerato i cambi fin oggi effettuati da Renault dalla prossima gara saranno cavoli amari nella gestione dei vari pezzi che compongono la parte che deve lavorare col motore termico.

La Lotus secondo premesse si gode il settimo posto di Romain Grosjean (Pastor Maldonado 15mo, doppiato) mentre la Force India è riuscita a cogliere punti importanti con l’ottavo posto di Sergio Pérez, doppiato come il compagno di squadra Nico Hulkenberg (13mo).

Un punto di consolazione è andato a Felipe Massa ed alla sua Williams, decimo per problemi di varia natura e mai protagonista in gara.

Le comiche della McLaren con Jenson Button continuano ad essere scritte in un copione in cui il danno elettrico è come il fantasma dell’opera. Stasera niente gara per… problemi elettrici. La faccia, se vogliamo, l’ha salvata a Ron Dennis e ai suoi partner della Honda Fernando Alonso, 11mo anch’egli come altri doppiato.

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