F1 GP Belgio. Hamilton sul trono di Raikkonen. Una gomma ferma Vettel a 11 km dal traguardo

Doppietta Mercedes. Hamilton in testa dalla partenza al traguardo. Rosberg secondo in risalito dopo una disastrosa partenza. Ancora una splendida gara per Daniil Kvyat che in rimonta ha portato la Red Bull al quarto posto (Ricciardo ritirato). Quinto Sergio Pérez, sesto Felipe Massa, settimo Kimi Raikkonen, ottavo Max Verstappen, nono Valtteri Bottas, decimo Marcus Ericsson.

HAMILTON-BELGIO 2 (FILEminimizer)Follia e rimpianto.  Se il destino non ti accompagna e protegge la follia, un solo cambio gomme al quindicesimo dei 43 giri in programma (uno in meno per una partenza abortita a causa del fermo della Force India di Hulkenberg sulla griglia dopo il giro di ricognizione) perde quel minimo di logica che l’ha concepita, gestita e partorita. E si trasforma in rimpianto. Un velenoso calice che sei costretto a bere come Socrate la cicuta.

La Ferrari di Sebastian Vettel è stata brutalmente fermata dalla Pirelli (Media) posteriore destra finita miseramente alla fine della compressione tra Eau Rouge e Radillon quando la difesa del terzo posto sembrava impresa ormai realizzata. Undici chilometri dal traguardo! Orizzonte improvvisamente proibito al quattro volte campione del mondo ma diventato abbraccio salvifico per Romain Grosjean (non saliva sul podio dal Gran Premio degli Usa 2013, secondo posto) e Lotus (sull’orlo del fallimento) che nell’inseguimento della Ferrari stavano dando un senso alla loro già splendida impresa tra i boschi della Ardenne. Inseguimento conclusosi col sorpasso quando la Rossa non ha avuto più alcuna possibilità di difesa (distacco 35”988 per dire dello strapotere della Mercedes). Sicché, beffata dal destino, alla Signora di Maranello è sfuggito di mano il terzo gradino del podio che avrebbe potuto esaltare la festa dei 900 gran premi in minima parte riscaldata da Kimi Raikkonen arrivato dal sedicesimo posto di partenza al settimo.
Il re salito sul trono di Kimi Raikkonen è Lewis Hamilton, alla seconda vittoria a Spa, sesta stagionale, 39ma in carriera, due in meno di Vettel. Hamilton ha stravinto con la stessa evidenza solare con cui ha fatto la pole position quasi mezzo secondo più veloce di Nico Rosberg oggi costretto ancora al secondo posto che per lui rappresenta una doppia conquista considerata la disastrosa partenza che l’ha costretto ad una faticosa rimonta con la sottolineatura del giro veloce in gara alla 35ma tornata (1’52”486).

La battaglia delle Ardenne non ha certamente deciso l’assegnazione del titolo iridato ma l’inglese Hamilton, come il generale d’acciaio George Smith Patton, determinato e risoluto, impulsivo ed eccentrico, ha manovrato con disinvoltura il suo mezzo corazzato respingendo in maniera esemplare la controffensiva del tedesco Rosberg, contrattaccando e sconfiggendo il mezzo corazzato gemello ma nemico. Rimangono otto gare per cambiare le sorti della guerra, otto battaglie campali senza esclusione di colpi. Potete contarci.

Dopo il colpo da prestidigitatore in Ungheria il russo de Roma Daniil Kvyat ha centrato il quarto posto (+45”692 da Hamilton) portando superbamente la sua Red Bull ad una spettacolare rimonta per i sorpassi effettuati negli ultimi due giri su Sergio Pérez e Felipe Massa. Il messicano prepotente in partenza e secondo fino al primo cambio gomme ha acchiappato con la sua Force India il quinto posto. Il brasiliano ha attraccato la sua Williams al molo n.6. Due power unit Mercedes superati da una Renault che però non ha perso l’occasione e l’abitudine di mostrare la sua gracilità lasciando Daniel Ricciardo in brache di tela al ventunesimo giro.

Max Verstappen ha goduto (felicemente?) della imprevista uscita di scena del compagno di squadra Carlos Sainz anch’egli appiedato dalla power unit Renault della sua Toro Rosso già in partenza (rimesso in gara per onore di firma e stoppato al 32mo giro) risalendo fino all’ottavo posto dopo essersi presa la soddisfazione di sverniciare la Williams di Valtteri Bottas (nono) ma messo in riga dal professor Raikkonen che gli ha insegnato come si difende una… cattedra.
La Sauber ha piazzato Marcus Ericsson al decimo posto. Il compagno Felipe Nasr si è fermato nell’anticamera dell’11ma posizione. Sebastian Vettel è stato classificato 12mo ad un giro davanti a Fernando Alonso, Jenson Button, Roberto Merhi e Will Stevens.