Dopo le polemiche delle ultime settimane, e dopo aver minacciato testate a chi gli avesse chiesto nuovamente dei suoi incidenti, Max Verstappen prova a rispondere in pista. L’olandese della Red Bull è stato il più veloce nel venerdì di prove del gran premio del Canada 2018 in entrambe le sessioni: 1’12”302 il tempo in FP1, 1’12”198 in FP2.

Il primo degli inseguitori è Kimi Raikkonen, che porta la sua Ferrari a 130 millesimi da Verstappen, seguito da Daniel Ricciardo e Lewis Hamilton. L’inglese della Mercedes è staccato dalla vetta di mezzo secondo, ma va notato come i primi tre abbiano fatto segnare il proprio miglior tempo con la più performante (sulla carta) gomma hypersoft mentre Lewis ha usato la supersoft. Quinto alle spalle di Hamilton Sebastian Vettel, a oltre 7 decimi nonostante la stessa mescola dei primi tre. Chiudono la top ten del venerdì di prove a Montreal Bottas, Grosjean, Ocon, Perez (fresco di matrimonio) e Alonso. Domani alle ore 17 le libere 3, alle 20 le qualifiche.

Novità per la gara di domenica, che scatterà alle 20:10: la Fia ha deciso che, a partire proprio da Montreal, i piloti dovranno schierarsi sulla griglia di partenza 10 minuti prima rispetto a quanto fatto finora, per concedere più tempo per le interviste prima dello spegnimento dei semafori. Di conseguenza, la chiusura della pit-lane sarà anticipata di 10 minuti.

Domenica, però, sarà un giorno da ricordare per un altro motivo: Jacques Villeneuve porterà in pista la Ferrari 312 T3 con cui il padre Gilles, 40 anni fa, conquistò la prima delle sei vittorie in carriera proprio sulla pista di casa. “È fantastico, sarà la prima volta che porterò la monoposto di mio padre in pista a Montréal – ha commentato Jacques –. Nonostante il tempo scorra inesorabile, il ricordo di Gilles assume sempre più significato e continua a essere presente nei cuori degli appassionati. Avevo già guidato la 312 T3 a Goodwood nel 2004, quindi la conosco già. È diversa, in pratica è come calarsi in una lattina. Nonostante l’enorme progresso tecnologico, è comunque incredibile quanto le auto fossero già avanzate all’epoca”.