Il due volte campione del mondo ha imposto la sua legge in una gara che ha dominato e controllato senza difficoltà. Anche nei confronti del compagno-rivale. La Ferrari ha confermato i progressi e le posizioni di vertice con un pilota sul podio ed uno ancora quarto.

f1 test barcellona lewis hamiltonTotal Recall. La Mercedes si è ripreso il ruolo di dominatrice: primo Lewis Hamilton, secondo Nico Rosberg. La Ferrari si è confermata seconda forza: Sebastian Vettel terzo, Kimi Raikkonen quarto. Non poteva avere conclusione diversa il Gran Premio di Cina 2015. L’effetto sorpresa che in Malesia aveva scoperto alcune ingenuità strategiche del team tedesco a Shanghai non poteva essere considerato elemento determinante in favore del team di Maranello. E non lo è  stato. L’attuale copione che prevede recite a soggetto è stato mantenuto da una regia che non poteva scegliere ruoli diversi per i principali protagonisti.

Lewis Hamilton ha vinto per la quarta volta a Shanghai, ha messo in bacheca la seconda vittoria stagionale e la 35ma in carriera e come per la classifica di tutti i tempi delle pole position anche in quella delle vittorie si è avvicinato al bottino di Sebastian Vettel che ne conta 40.

Hamilton ha vinto imponendo la sua legge come ha fatto in qualifica. La dimostrazione della sua superiorità si è avuta quando si è trovato alla fine del ciclo delle gomme soft in due occasioni: al 31mo giro quando Vettel si è fermato per il secondo e definitivo cambio gomme (medie) ha fatto il giro veloce in 1’43″008, un giro dopo ha ritoccato il limite in 1’42″208 mentre Rosberg si fermava per il secondo pit stop e montare anch’egli le gomme medie. In quel momento se qualcuno aveva ancora speranze di prendergli il primo posto ha abortito il pensiero.

La legge del giudice Hamilton è stata evidente ancor più quando la safety car è entrata in pista al 54mo giro per l’incendio al motore Renault della Toro Rosso di Max Verstappen. Hamilton a due giri dalla conclusione aveva 10″207 su Rosberg, 23″309 su Vettel, 24″420 su Raikkonen, 65″175 su Massa e 78″943 su Bottas. L’arrivo in parata non ha sminuito il suo Total Recall.

La Ferrari s’è tenuto stretto e con autorità il posto che il copione le ha affidato nel contesto del campionato appena cominciato. Ha dato scacco matto alla Williams con una dimostrazione di superiorità che in tre curve dopo il via ha esaltato le qualità di Kimi Raikkonen il quale in quelle tre curve ha spento i bollenti spiriti di Massa e Bottas, quinto e sesto al traguardo. Quel che potranno fare nel proseguio della stagione sia Vettel sia Iceman non potrà essere che nel segno di una Ferrari  tornata grande e per quello che ha dimostrato nelle prime tre gare in grado  di lottare per i titoli pilota e costruttore.

La Lotus se non fosse stato per il donchisciottesco comportamento, ancora una volta, di Pastor Maldonado (ritirato al 52mo giro) avrebbe avuto entrambi lemonoposto tra i primi dieci. Merito a Romain Grosjean d’avere costruito una gara intelligente andando a prendere il settimo posto. Il doppio obiettivo è stato centrato dalla Sauber con l’ottavo posto di Felipe Nasr e il decimo di Marcus Ericsson.

La Red Bull ha continuato a percorrere il tunnel della mediocrità. Daniel Ricciardo è stato premiato dalle disgrazie altrui ed ha concluso al nono posto, Daniil Kvyat si è fermato al 16mo giro con la power unit Renault arrosto.

La patetica McLaren Honda è riuscita a concludere la gara. Fernando Alonso 12mo e Jenson Button 13mo, doppiati su 16 arrivati al traguardo.

Hamilton allunga nella classifica piloti, 68 punti, su Vettel, 55, il quale mantiene il secondo posto davanti a Rosberg, 51. Nella classifica costruttori la Mercedes prende il largo, 119 punti, inseguita da Ferrari, 79, e più lontana Williams, 48.

NO COMMENTS

Leave a Reply