rosberg pole cina 2016

La Chimera ha volteggiato sul box della Ferrari fino al primo tentativo in Q3 di Kimi Raikkonen e a quell’1’35″972 (il solo a scendere sotto l’1’36”) che sembrava pesare come un macigno sulle prestazioni degli altri, mentre Sebastian Vettel aveva deciso di affidare ad un solo tentativo le sue chances. Poi è scomparsa portando con se la speranza della prima fila tutta Rossa, lasciando il box della Ferrari nella delusione più pesante e deprimente.

Nico Rosberg, dalla Cina con furore, ha impresso col fuoco sulla tabella dei tempi 1’35″402 prendendosi la pole position come un diritto inalienabile, e nel furore conclusivo Daniel Ricciardo e la Red Bull hanno fatto marameo alla Ferrari conquistando con 1’35″917 il secondo posto in prima fila.

Per la Signora in Rossa la beffa della seconda fila: Raikkonen terzo col crono del primo tentativo e Sebastian Vettel quarto e l’umiliazione, figlia della presunzione (un solo tentativo, perchè?), di non essere riuscito neanche ad entrare nel range di 1’35” dei primi tre. 1’36″246, a 274 millesimi dal finlandese,  329 dall’australiano, quasi 1 secondo dal tedesco (per la precisione, 844 millesimi).

Al teorema di Maranello è mancata la soluzione dopo la dimostrazione di venerdì e delle due prime fasi in qualifica (nelle libere 2 Räikkönen primo in 1’36”896, Vettel secondo in 1’37”005; nelle inutili libere 3 di stamane con pista allagata – la Mercedes è rimasta ai box, solo in 14 hanno fatto qualche giro – Vettel primo in 1’57”351, Räikkönen dopo un tentativo dimostrativo 12mo; in Q1 Vettel primo in 1’37”001, Räikkönen secondo in 1’37”347; in Q2 Iceman primo in 1’36”118, Vettel secondo in 1’36”183) mentre la Mercedes, che già venerdì aveva mostrato qualche avvisaglia di inaffidabilità, lasciava sul terreno della Q1 Lewis Hamilton (5 pole a Shanghai) a causa di un problema all’ERS (Energy Recovery System) della power unit costringendolo domani a partire ultimo in griglia (aveva anche una penalizzazione di 5 posizioni per sostituzione del cambio), e Rosberg arrancava cercando di arrivare col minor danno possibile in Q3 (sesto in Q1, terzo in Q2) dove ha saputo regolare, implacabile, i conti con gli avversari di qualsiasi bandiera.

Per la Ferrari non è stato un buon approccio alla gara, tenuto conto delle aspettative con l’aggravante dell’exploit di Daniel Ricciardo che contribuisce a rendere più amara la vigilia del Gran Premio di Cina che si correrà domani. Va bene la Mercedes, acclarata prima forza del campionato nonostante le disavventure, ma ora anche la Red Bull (Ricciardo dopo due gare è terzo nella classifica iridata davanti ai ferraristi) è un eccesso di debolezza che la Ferrari non può concedersi non solo perché offusca la visionaria certezza del presidente Sergio Marchionne ma soprattutto perché fa seguito ai due ritiri in Australia e Bahrain. La gara avrà un’altra storia? Lo scopriremo sin dalla partenza.

L’accesso alla Q3 è stato, per molti, condizionato dall’incidente occorso a 3 minuti dalla Q2 a Nico Hülkenberg dalla cui Force India si è staccata la gomma anteriore sinistra con conseguente esposizione della bandiera rossa che ha impedito a Massa, Alonso, Button e Grosjean di giocarsi le chanches di accesso alla Q3 con un secondo tentativo. Sicché le prime cinque file dello schieramento, scritto delle prime due, sono state completate da Valtteri Bottas e Daniil Kvyat in terza, Sergio Pérez e Carlos Sainz in quarta, Max Verstappen e Felipe Massa in quinta (Hülkenberg per l’incidente è stato penalizzato di 3 posizioni in griglia e scala dal 10mo al 13mo posto).