Pole position, giro veloce in gara (1’46”485) e vittoria. Il 23esimo Gp d’Europa, il primo in Azerbaijan sul circuito di Baku, è il weekend perfetto per Nico Rosberg, che parte senza commettere il minimo errore e vola in solitaria a prendersi la quinta vittoria in stagione e la 19esima in carriera.

Una dimostrazione di forza per Nico, che non avrà alcun titolo mondiale in bacheca ma all’occorrenza si dimostra infallibile e micidiale come il tre volte campione con il quale condivide il sedile in Mercedes.

Sebastian Vettel porta a casa il secondo posto consecutivo dopo il Canada. Da gran fenomeno. All’ottimo lavoro svolto dai meccanici Ferrari per migliorare una monoposto in evidente sofferenza nel venerdì di prove libere, Seb ha aggiunto il carico.

Pensando di fare una gara con un ritmo simile a quello della Red Bull, dal muretto Ferrari provano a richiamare Vettel per un pit stop anticipato seguendo gli undercut al giro 6 di Verstappen e al giro 7 di Ricciardo. Secca la risposta del tedesco: le gomme vanno bene, sto dentro.

Quattro titoli mondiali in bacheca hanno un certo peso e probabilmente Seb aveva ancora in mente il pessimo errore di strategia della sua scuderia in Canada. Ottima mossa del tedesco: il pit stop arriva al giro 21, mentre le Red Bull vanno per la seconda sosta a montare gomme medie, mescola inutilizzata da tutti gli altri team che però proprio alla Red Bull permette un lieve miglioramento delle prestazioni e porta i piloti a punti (Ricciardo 7°, Verstappen 8°).

Ancora a podio, ancora terzo su un circuito cittadino dopo Monte-Carlo Sergio Perez. Che la Force India motorizzata Mercedes si trovasse a proprio agio sul circuito di Baku era apparso chiaro a tutti già dal venerdì, ma il terzo posto è tutto merito del pilota. Lo dimostra il compagno Nico Hulkenberg: nono all’arrivo a più di 50 secondi dal messicano.

Viene da chiedersi allora cosa sarebbe successo se Perez non avesse commesso quell’errore in FP3 che ha costretto i suoi meccanici alla sostituzione del cambio e comportato la penalizzazione di 5 posti in griglia. Perché oggi Perez è partito settimo, ma ieri in qualifica aveva strappato a tutti gli altri il secondo posto.

Quarto Kimi Raikkonen. Sicuramente non a livello di Vettel, il finlandese ha condotto la sua personale gara perfetta sfiorando il podio.

Quinto Lewis Hamilton. Il vincitore delle ultime due gare non è andato oltre nell’impresa di risalire dalla decima posizione di partenza. A sua discolpa problemi di settaggio che hanno impegnato l’inglese in una lunga ricerca del “manettino” giusto sul volante. Una ricerca in cui Lewis non ha potuto chiedere “l’aiuto da casa”: ha chiesto suggerimenti via radio, ma da regolamento queste informazioni non possono essere date al pilota. Regola ingiusta? Probabilmente, ma non è stato il solo a trovarsi in questa ridicola situazione. È successo anche a Raikkonen.

Con la quinta vittoria su 8 gare Nico Rosberg allunga nella classifica piloti salendo a 141 punti. Hamilton resta secondo a 117, quarto Vettel a 96, quinto Raikkonen a 81. Classifica costruttori: Mercedes 258 punti, Ferrari 177.

Nota personale: nel calendario di F1 abbiamo scoperto un nuovo, bellissimo circuito. Una pista cittadina che sembra venuta fuori da un videogame, con un mix unico di parti lente e guidate e parti velocissime. Suggestivo e adrenalinico. Il rettilineo di partenza è lungo più di 2 km e spinge le monoposto oltre i 360 km/h (378 km/h il dato di telemetria Williams) con i piloti a tavoletta per più di 20 secondi.

Well done Baku, well done Nico.
GP EUROPA 2016 – ORDINE DI ARRIVO

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@F1.com
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