Nella bacheca di casa Rosberg mancava una coppa che portasse la targhetta “Suzuka”. Con la 23esima vittoria in carriera, eguagliato Nelson Piquet, Nico ha colmato quel vuoto. E ora può veleggiare verso la conquista del suo primo titolo iridato.

Vincere a Suzuka è un po’ una “Certificazione da Campione” (del mondo).

2016 Japanese Grand Prix, Sunday

Non tanto per la splendida vittoria di oggi costruita con una partenza perfetta dalla pole position e controllata dall’inizio alla fine quanto per i punti guadagnati sul compagno di squadra, Rosberg potrà affrontare le ultime quattro gare con un notevole vantaggio su Hamilton: 313 punti contro 280 (33 punti di differenza).

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Un vantaggio anche e soprattutto psicologico, dato che Hamilton continua a manifestare evidenti segni di cedimento. Come spiegare l’ennesima pessima partenza?

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Secondo sulla griglia di partenza, al via resta piantato lasciandosi scivolare drammaticamente in ottava posizione. Fortuna per lui che la Mercedes è un’astronave e il recupero fino alla terza posizione sul podio è stato agevole. E c’è mancato poco, pochissimo, che all’ultimo giro facesse fuori Max Verstappen, il quale “resiste” alla sua maniera ma è comunque autore di una gara impeccabile.

L’olandese della Red Bull guadagna una posizione ancor prima della partenza grazie alla penalizzazione di Kimi Raikkonen per la sostituzione del cambio: retrocessione dalla terza alla settima posizione e Verstappen che si accomoda proprio sulla casella di Iceman. In gara, si dimostra poi come il piccolo fenomeno di cui si parla sempre bene quando non combina le sue solite marachelle.

Oggi se ne parla bene. Anche perché, numeri alla mano, il secondo posto a Suzuka è il sesto podio stagionale per Max, utile per arrivare a quota 165 punti nella classifica iridata al pari di Sebastian Vettel (in quinta posizione).

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La Ferrari se non si fosse vista complicata la situazione alla partenza con Vettel penalizzato di tre posizioni e Raikkonen di cinque avrebbe certamente lottato per il podio. Il ritmo in pista era uguale a Mercedes e Red Bull. E peccato anche per una strategia sbagliata.

Nell’orribile partenza di Hamilton, Seb era riuscito a guadagnarsi la terza posizione. Seguire la Red Bull di Verstappen (secondo) o guardarsi le spalle (da Hamilton)? Dubbio in cui la Ferrari lascia affogare le speranze di un podio. Seb fa il suo, ma chiude quarto. Dietro di lui Raikkonen, impeccabile come il compagno e a tratti il più veloce in pista.

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2016 Japanese Grand Prix, Sunday

Impeccabile per il terzo anno di fila la Mercedes, che oggi ha matematicamente conquistato il Titolo Costruttori. Dall’alto dei suoi 593 punti lascia dietro di sé la Red Bull a 385 e la Ferrari a 335.

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