F1 GP Giappone. Lewis Hamilton, il vendicatore. 41 vittorie come Magic Senna

Ottava doppietta Mercedes dopo la disfatta di Singapore. Nico Rosberg ha perso la gara alla prima curva quando ha ceduto all'impeto di Hamilton, poi dal quarto posto ha recuperato sia su Sebastian Vettel (terzo) e Valtteri Bottas (quinto). Kimi Raikkonen quarto.

Japan-GP-1024x653

S come Singapore, come Suzuka. La vendetta. Sette giorni dopo. Smentendo il vecchio adagio, servendola in un piatto caldo caldo. Sette giorni dopo, appunto. Senza perdere tempo. Perché aspettare e servirla fredda?

Lewis Hamilton dopo il black out di Marina Bay ha acchiappato le 41 vittorie di Ayrton Senna, ma al 142mo gran premio. Non si può avere tutto e quando lo si vuole. Ottava stagionale. Sicché dall’alto dei 277 punti guarda oltre l’orizzontre di Suzuka e scorre le prossime cinque gare nella rapida sequenza che lo porta al terzo titolo iridato. Solo cinque notti come quelle di Singapore potrebbero tenerlo lontano dalla conferma. Mai dire mai. Aspetta e spera.

Gran Premio del Giappone 2015 come la gara dell’anno scorso. Nelle premesse e nella conclusione. Nico Rosberg è partito dalla pole position ma il traguardo per primo lo ha tagliato Lewis Hamilton. Doppietta Mercedes. Anche il terzo uomo è lo stesso dell’anno scorso, ma ha cambiato bandiera. Sebastian Vettel. Per la decima volta sul podio, per la quinta volta terzo.

La gara Hamilton l’ha dominata dall’inizio alla fine (suo anche il giro veloce, il 33mo, in 1’36”145). Quando alla prima curva “Nico cuor di coniglio” ha avvertito quella razionale paura che anche i piloti di Formula Uno a volte subiscono ed ha alzato il piede consentendo a “Lewis cuor di leone” di prendere la testa. E via… col vento. Per l’eterno secondo di casa Mercedes sarebbe stata una gara anonima se non avesse ripescato dal fondo dell’anima il coraggio per risalire dal quarto posto superando in pista Valtteri Bottas e al rientro dalla pit lane dopo il secondo cambio gomme Sebastian Vettel. Per tenere accesa la tremula fiamma della speranza iridata ed intanto salvando il secondo posto nella classifica mondiale che Vettel ha tenuto fino al 31mo dei 53 giri in programma “viaggiando” secondo alle spalle dell’imprendibile Hamilton.

S come Singapore, come Suzuka. Il rientro. La Ferrari strepitosa di Marina Bay ha potuto solo confermare d’essere la seconda forza del campionato. Che è già tanto. Il terzo posto di Vettel e il quarto di Kimi Räikkönen hanno consolidato posizione e certezza. Anche perché la Williams non ha saputo e potuto tenere fede alle premesse della vigilia perdendo subito nelle retrovie Felipe Massa il quale nelle fasi d’avvio s’è toccato con la Red Bull di Daniel Ricciardo, evento che ha costretto il brasiliano e l’australiano a rientrare al box per cambiare l’anteriore destra (il primo) e la posteriore sinistra (il secondo), mentre la strategia del cambio gomme non ha saputo difendere il quarto posto dall’assalto di Iceman. Come in Ferrari è successo a Vettel nei confronti di Rosberg.

Giornata felice per la Lotus in povertà (a Suzuka senza hospitality ha mendicato colazioni, pranzi e cene agli altri team) con il settimo posto di Grosjean e l’ottavo di Maldonado, e per la Toro Rosso con Verstappen nono e Sainz decimo (primo dei doppiati). L’infelice McLaren in due flash di Alonso (11mo, Button 16mo): “Imbarazzante, motore da GP2”.