F1 GP Giappone. Nico Rosberg torna in pole per la seconda volta in stagione

1'32"584 al primo tentativo. Il secondo abortito per tutti a causa d'un incidente alla Red Bull di Daniil Kvyat e alla conseguente bandiera rossa. Prima fila tutta Mercedes: Lewis Hamilton secondo a 76 millesimi. In seconda Bottas-Vettel, in terza Massa-Raikkonen.

rosberg pole giappone 2015 f1

33″152 nel primo settore, 41″635 nel secondo, 17″797 nel terzo, crono finale 1’32″584 sui chilometri 5, 807 del circuito di Suzuka al primo tentativo. Lewis Hamilton secondo ad appena 76 millesimi. Il secondo tentativo non c’è stato perché Daniil Kvyat alla curva 10 ha perso il controllo della monoposto ed ha sbatacchiato contro le barriere distruggendo la sua Red Bull e costringendo il direttore di gara ad esporre la bandiera rossa.

Per Hamilton come per altri la possibilità di migliorare la posizione non c’è stata. Rosberg la partenza alla corda se l’è certamente meritata ma un grazie a Kvyat dovrà rivolgerlo. I 76 millesimi non erano un gap rassicurante. Seconda pole stagionale, 17ma in carriera. Come Jackie Stewart, tre volte campione del mondo.

Comunque, la Mercedes è tornata dopo l’assenza ingiustificata di Singapore riprendendosi la prima fila della griglia di partenza. Che i due compagni-rivali hanno cominciato a guardare con interesse sin dalle libere 3 col primo posto di Nico Rosberg (1’33”995) e il secondo di Hamilton (+297 millesimi) passato a condurre la Q1 (1’32”844) davanti a Nico (+171 millesimi) il quale a sua volta ha prima dominato la Q2 (1’32”632) davanti ad Hamilton (+157 millesimi) prima di dare il colpo definitivo in Q3.

Per i rivoluzionari di Marina Bay non c’è stato nulla da fare se non incassare il dimensionamento prestazionale tanto più evidente in quanto alle due monoposto Mercedes si sono unite nello strapotere della power unit di Stoccarda le due Williams, comparse come fantasmi dal nulla del venerdì, che hanno contribuito a scompaginare i piani d’attacco (almeno quelli di oggi) di Ferrari e soprattutto Red Bull.

Il team di Grove ha posizionato Valtteri Bottas in seconda fila col terzo tempo (+440 millesimi di distacco) e Felipe Massa in terza (+753). Il finlandese in coppia con la Ferrari di Sebastian Vettel, quarto a 661 millesimi, il brasiliano con la Rossa di Kimi Räikkönen, sesto a 763 (dopo essere stato davanti al compagno di squadra in tutte le libere e nei primi due tagli della qualifica, addirittura terzo in Q1 e Q2).

Peggio è andata alla Red Bull non solo perché dovrà ricostruire la monoposto di Kvyat ma per il fatto che Daniel Ricciardo meglio del settimo posto (+913 millesimi) non è riuscito a fare andando ad occupare la quarta fila insieme a Romain Grosjean il quale ha occupato l’ottava piazzola con la sua Lotus a 1”383. In quinta, senza avere completato alcun tentativo, la Force India di Sergio Pérez e la Red Bull di Kvyat.

Che figura di merda hanno fatto la McLaren e la Honda che neanche sul suo circuito, davanti al suo pubblico, è stata capace di dare una parvenza di dignità alla sua pochezza senza via di sbocco per mancanza di idee. Figura incorniciata dallo sconforto di Fernando Alonso al team radio “ragazzi più di così non potevo fare”. Il più di così è stato il 14mo posto, eliminazione in Q2. Il peggio di così è stato il 16mo di Jenson Button, fermato in Q1. Deprimente e sconfortante l’aria che si respira nel box del team di Woking titolare di 8 titoli iridati costruttori e 12 piloti.

Le prestazioni di oggi, sin dalla mattina nelle libere 3, sono state nettamente inferiori a quelle fatte registrare nel venerdì piovoso, soprattutto se ottenute con le gomme Medium che sono state scelte per la qualifica. Sabato nuvoloso ma niente pioggia. Per domani i pareri degli esperti meteo dei team continuano ad essere discordanti. Qualcuno azzarda “piogge sparse”. Forse all’inizio, forse alla fine, forse nel mezzo della gara di 53 giri che sarebbe l’evento meno auspicabile perché a quel punto le strategie avranno maturato le scelte. L’anno scorso ci sono state tre soste. Si alternarono in testa Rosberg, partito dalla pole, e Hamilton che vinse. Quest’anno, senza l’evento pioggia, copia e incolla.
Con la pioggia? Nell’incertezza una certezza. Gran Premio del Giappone nel ricordo di Julies Bianchi che il 5 ottobre dell’anno scorso un drammatico incidente costrinse ad una lunga agonia prima della morte (9 mesi dopo a Nizza).