F1 GP Giappone. Vettel: Potevo essere secondo. Räikkönen: E’ stato un lavoro fantastico

Sebastian felice: “È bello tornare qui sul podio, nella mia gara preferita”. Iceman: “Abbiamo fatto il massimo considerata la posizione di partenza”. Il team principale della Ferrari: “Quando non vinci non va bene ma, in questo caso, va bene così”. Hamilton: “Non mi pare reale avere eguagliato Senna”.

HAMILTON VETTEL-GIAPPONE (FILEminimizer)

I sogni sono gratis. I sogni non conoscono religione, stato sociale, ricchezza e povertà. Sognare è permesso a tutti. L’importante è capire la linea di demarcazione tra sogno e realtà.

“E’ bello tornare qui sul podio, nella mia gara preferita. Purtroppo non ho vinto il premio più grosso. Sono arrivato vicino a Nico, forse potevo arrivare secondo, ma è stata comunque una gara fantastica e sono contento. La direzione è giusta, sapevamo che le Mercedes sono difficili da battere, ma siamo molto meglio di quanto ci si aspettasse”, Sebastian Vettel.

Può sognare anche un orso polare. Che tanto orso non è, né tanto meno polare. Leggenda metropolitana che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di Iceman.

“Abbiamo fatto il massimo considerata la posizione di partenza. Qui è difficile superare e ci siamo riusciti con le Williams al pit-stop, abbiamo scelto le gomme giuste e tutto è andato bene. Ma potevamo fare meglio. Vorremmo essere al vertice, ma è stato fatto un lavoro fantastico per tutto l’anno e dobbiamo continuare così. Proveremo a fare ancor meglio alla prossima gara”, Kimi Räikkönen.

Anche chi ha il bastone del comando può sognare. Anzi è preferibile che lo faccia primo fra tutti chi dirige l’orchestra. La musica che ne viene fuori può essere coinvolgente.

“Non definirei il terzo e il quarto posto molto soddisfacenti, ma comunque è un altro podio su un circuito per noi molto, molto difficile. Siamo stati bravi a reagire dopo venerdì e sabato mattina, penso sia un podio meritato. Mi aspettavo qualcosa di meno: quando non vinci non va bene ma, in questo caso, va bene così. Si sarebbe potuto provare a fare qualcosa di aggressivo durante il cambio gomme, quando Rosberg è passato davanti a Vettel, ma sarebbe stato pericoloso per le gomme”, Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari.

Sette giorni fa, scornato e sconfitto si è dichiarato non interessato ai record. Oggi vincitore ha cambiato parere. L’essere umano non conosce limiti alle proprie contraddizioni.

“È stata una gara molto speciale per me, adoravo vedere guidare Ayrton e non mi pare reale avere eguagliato le sue vittorie. Ho fatto una bellissima partenza e sono davvero felicissimo. È bellissimo fare doppietta, il team ha fatto un lavoro fantastico. Dopo Singapore era davvero importante fare bene. Le Ferrari sono davvero veloci, ma qui ho dato il massimo”, Lewis Hamilton.

Secondo. Secondo. Secondo. Sei volte secondo in 14 gare. Un leitmotiv non molto gratificante se nella tua testa gira l’idea del titolo mondiale piloti.

“Lewis è partito meglio di me, poi è stata una battaglia corretta, lui ha preso l’interno ed è finita lì. È stato bello reagire e tornare al secondo posto, il quarto non era accettabile. Il mio campionato sta andando nel modo sbagliato. Qui dovevo vincere. Spero di rifarmi alla prossima gara”, Nico Rosberg.