F1 GP Gran Bretagna. Hamilton (ancora) profeta in patria. Rosberg secondo, Vettel terzo

Terzo successo a Silverstone per Lewis che allunga nella classifica iridata. Il cambio gomme con le intermedie per la pioggia a 17 giri dalla conclusione condanna Raikkonen all'ottavo posto doppiato e porta Vettel sul terzo gradino del podio. Williams micidiali fino al 22mo giro col missile Massa in partenza, poi il flop.

ROSBERG-HAMILTON-VETTELLewis III ha trionfato davanti ai suoi sudditi. Aggiungendo alla sua corona la trentottesima gemma della carriera. Con la terza vittoria a Silverstone, seconda di seguito, sir Lewis Hamilton ha aumentato il vantaggio nella classifica iridata dopo 9 gran premi e porta da 10 a 17 i punti sul compagno-rivale Rosberg, secondo a 10″956. La Ferrari ha ghermito come un rapace il podio con Vettel, terzo a 25″443.
Se non fosse stata per la scelta infelice della Williams in occasione del primo cambio gomme, dalle morbide alle dure fatto dopo la Mercedes, e per l’immotivato divieto a Bottas, secondo, di superare Massa in testa ma dal quindicesimo giro in difetto prestazionale dopo la partenza missilistica che ha letteralmente incenerito come un “ghost rider” entrambi le Stelle; se non fosse stato per la affrettata valutazione di Kimi Raikkonen al 39mo giro di montare le gomme da pioggia intermedie alla prima scaramuccia del sempre capriccioso e imprevedibile giove pluvio della contea di Northamptonshire, scelta che ha di fatto interrotto il volo del finlandese, “Alatriste, il destino di un guerriero”, costretto a fermarsi ancora al 48mo giro per cambiare le gomme usurate dalla pista appena umida, condannandosi all’ottavo posto con l’ignominia del doppiaggio; se non fosse stato per queste circostanze, il riscontro finale poteva essere diverso ed avremmo avuto un podio che nessuno si aspettava. Magari con una Williams vincitrice diciotto anni dopo il successo di Jacques Villeneuve.
Al contrario… tutto nell’ordinaria amministrazione per quanto riguarda l’ennesima doppietta della Mercedes, nella straordinaria imprevedibilità dei riscontri per quanto riguarda il terzo posto della Ferrari. Soprattutto in riferimento alla presenza di Vettel sul podio (aveva remato sempre al seguito del compagno di squadra, per altro superato in partenza come un rookie da Hulkenberg e Kvyat). Il pilota tedesco ha montato le gomme da pioggia intermedie al 44mo giro con l’intuizione che lo contraddistingue in simili frangenti ed ha avuto l’opportunità di andare a prendersi il terzo posto superando le Williams che dall’esaltazione iniziale sono passate al flop finale quando la pioggia ha cambiato le regole del gioco. Massa quarto a 36″839, Bottas quinto a 1’03”194.
Nella storia, all’inizio sorprendente e dal ventiduesimo giro rientrata nei canoni dell’ortodossia luterana di Stoccarda con l’assunzione alla leadership di Lewis Hamilton, anch’egli intuitivo poi nel cambio gomme per la pioggia, e la condanna ai lavori forzati di Nico Rosberg che ha dovuto spaccare pietre e sudare sette tute per superare Bottas e Massa che lo tenevano lontano dal secondo posto che gli avrebbe consentito di limitare i danni, pagine di ammirevole impegno agonistico hanno scritte Kvyat che ha premiato la Red Bull col sesto posto mentre il compagno Ricciardo ha tristemente abbandonato (ancora) il campo, Hulkenberg che insieme con Pèrez hanno finalizzato l’impegno della Force India col settimpo e nono posto (Hulkenberg con la medaglia d’oro dell’ultimo a pieni giri) e Alonso che dopo l’autoscontro nelle fasi d’avvio che ha tolto di gara il coequipier Button (per lo spagnolo una sosta in più per cambiare il musetto) ha regalato alla McLaren il punto (consolatorio?)del decimo posto.

Hanno completato l’ordine d’arrivo la Sauber di Ericsson, 11ma, e le Marussia di Merhi, 12ma, e Stevens, 13ma.

Non pervenuta la Lotus: Romain Grosjean e Pastor Maldonado, all’inizio del gran premio hanno ritenuto opportuno di togliere il disturbo e andarsene in punta di piedi dopo un “simpatico” patatrac tra parenti serpenti.

Max Verstappen ha sfogato le sue velleita di “Maradona della formula uno” contro le barriere ed ha fatto anch’egli lo spettatore, Carlos Sainz quando mancavano 21 giri al traguardo ha lasciato mestamente il nono posto per un’improvvisa anemia alla power unit Renaut. Per la Toro Rosso una giornataccia.