Il pilota della Mercedes ha stravinto, determinato solo ad umiliare gli avversari che sabato lo avevano creduto di poterlo battere. La Ferrari conquista il secondo scalino del podio con 25" di ritardo, la Williams ilterzo con Felipe Massa a 47"600. Kimi Raikkonen parte male, alla prima curva è ultimo al traguardo è quinto: immenso.

HAMILTON-MONZA (FILEminimizer)Lewis Hamilton non ha vinto. Ha stravinto. Un  dio biondo vendicatore determinato solo ad umiliare i mortali che sabato avevano pensato di poterlo battere. Suo anche il giro veloce, al 48mo, limato nel definitivo 1’26″672 per fare i chilometri 5,793 del circuito di Monza. Terza vittoria nel Gran Premio d’Italia, settima in stagione, 40ma in carriera (ha superato Vettel, 39, ed è ad un punto dal suo idolo Ayrton Magic Senna). Ma la Mercedes ha fallito la doppietta. Nico Rosberg, in rimonta dopo una partenza che lo aveva respinto dal quarto al sesto posto, a due giri dalla conclusione, col secondo posto a portata di mano, è stato tradito dal motore andato in fiamme ed ha abbandonato (è stato classificato 17mo). Malinconicamente e tristemente vede Lewis Hamilton allontanarsi sul viale del trionfo che porta all’iride. Forse irrimediabilmente. 53 lunghezze di svantaggio a 7 gare dalla fine della stagione.

La Ferrari ha, così, centrato l’obiettivo podio. Secondo posto, manco a dirlo. Aspettavate Kimi Raikkonen? C’è Sebastian Vettel, autore di una buona partenza, alle spalle di Hamilton dall’inizio alla fine che ha visto sempre più scomparire e presto ha perso di vista. 25″042 tra la Ferrari e la Mercedes al traguardo. Il gap è rimasto, c’è e si vede, caro Marchionne. Aspettando, ovviamente, il 2016. Intanto l’ultima vittoria Rossa rimane quella di Fernando Alonso del 2010. L’attesa comincia ad essere troppo lunga per potere essere giustificata.

Iceman è stato la prima vittima dell’era senza BPF (la ricerca automatica che ottimizza la partenza) aperta dalla Fia a Spa. Secondo in prima fila, il finlandese è rimasto in un agghiacciante stop prolungato e quando ha rimesso in moto ed è partito ha infilato la prima curva per ultimo (ventesimo). Con caparbietà, ardore agonistico, intelligenza di guida ed azzardo studiato ed sorpasso, ed anche dando una mano d’aiuto nella difesa del secondo posto del compagno prolungando la sua permanenza in pista per il primo stop fino al 29mo giro, è arrivato quinto al traguardo con 68″860. Immenso nella sfortuna.

La eccitante rimonta di Iceman si è esaurita dopo il sorpasso di Sergio Pérez a due giri dalla conclusione, proprio pochi attimi prima che Rosberg fallisse tradito dal motore il sorpasso di Vettel. Davanti al finlandese si sono classificati Felipe Massa, terzo sul podio come l’anno scorso, e Valtteri Bottas in bagarre familiare fino all’ultimo metro. Le due Williams col motore Mercedes, nuovo ma non con la stessa cavalleria di Hamilton, hanno preso distacchi siderali: 47″635 quella del brasiliano, 47″996 quella del finlandese.

La Force India, anch’essa col nuovo motore Mercedes, ha centrato il massimo dell’obiettio che oggi era alla sua portata. Sergio Pérez sesto con 72″783 di distacco è stato l’ultimo a pieni giri, Nico Hulkenberg settimo, è stato il primo dei doppiati arrivati al traguardo.

La Red Bull gravata dal peso del deficitario motore Renault ha reagito alle defaillance con determinazione ed ha portato, seppure doppiati, Daniel Ricciardo all’ottavo posto e Daniil Kvyat al decimo. Un buon risultato tenuto conto che sono partiti dall’ultima fila della griglia. Tra le due Red Bull la Sauber Ferrari di Marcus Ericsson che ha concluso la sua avventura monzese col nono posto, migliorando il 12mo di partenza (è stato retrocesso di due posizioni in griglia per una scorrettezza durante le qualifiche).

Entrambi le Lotus Mercedes subito fuori. Per Pastor Maldonado e Romain Grosjean una  gara da dimenticare dopo il buon risultato di sabato in qualifica. McLaren Honda penosa: Jenson Button 14mo, Fernando Alonso 18mo.

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