F1 GP Italia. Lewis Hamilton in pole, Kimi Raikkonen in prima fila. Vettel in seconda

1'23"397 il crono della settima pole position consecutiva di Hamilton, 49ma in carriera. Iceman secondo a 234 millesimi. Vettel in seconda fila col terzo tempo, insieme con Nico Rosberg quarto. Terza fila Felipe Massa e Valtteri Bottas, quarta Sergio Pérez e Romain Grosjean, quinta Nico Hulkenberg e Marcus Ericsson.

image1.img.640.medium

La bomba ad orologeria che avevamo scoperta, nascosta, ieri nel crono della pole provvisoria è esplosa oggi pomeriggio alle ore 14:53′ quando a conclusione del primo tentativo con le gomme Soft Lewis Hamilton ha spiccato 1’23″397, tempo non migliorato nel secondo ma rimasto imbattuto. Un’esplosione tanto prevedibile quanto inevitabile, che nessun artificere ha potuto disinnescare, in qualche modo agevolata da una sorta di… sabotaggio alla power unit della Mercedes di Nico Rosberg il quale dopo le libere 3 di stamane è stato costretto a montare la power unit utilizzata a Spa dando al compagno-rivale col motore evoluzione un vantaggio incolmabile e prestando per altro il fianco a possibili attacchi.

Che ci sono stati. La Ferrari ha rotto l’assedio delle monoposto con power unit Mercedes ed ha sfondato il fronte andando a conquistare la prima fila. Aspettavate Sebastian Vettel? C’è Kimi Raikkonen, l’ultimo dei Mohicani iridato della Rossa (2007). Tra la sorpresa di tutti, in primis degli sponsor del tedesco Maurizio Arrivabene e Sergio Marchionne (arrivato nel paddock attirato dal profumo della sorpresa).

Iceman, terzo a conclusione del primo tentativo a 315 millesimi da Hamilton ed a 10 da Vettel, nel secondo affondo con un giro d’altri tempi quando era il riconosciuto “re dei cordoli” ha piazzato una botta da 1’23”631 portando la “sua” Ferrari a soli 234 millesimi dalla pole position della Mercedes n. 44. Più veloce di 54 millesimi del coequiper che col terzo tempo, +288 da Hamilton, ha conquistato il terzo posto in seconda fila (lato pulito della pista).

Affiancato proprio da Nico Rosberg (senza difesa non solo contro Lewis ma anche contro i due scatenati ferraristi) il quale col quarto tempo a 306 millesimi dalla Mercedes in pole ha di fatto compiuto un miracolo di tenacia agonistioca riuscendo a tenere dietro le due Williams con unit power Mercedes nuova (come tutti gli altri Mercedes) seppure con qualche cavallo in meno rispetto all’evoluzione montata da Hamilton ma in grado di stare alla pari con l’unità sulla quale ha dovuto ripiegare Nico.

Felipe Massa, quinto a 543 millesimi, e Valtteri Bottas, sesto a 730, hanno preso possesso della terza fila con intenzioni minacciose per i quattro che stanno davanti.
La quarta fila ha assemblato la Force India Mercedes di Sergio Pérez (settimo, +1”229) e la Lotus Mercedes di Romain Grosjean (ottavo, +1”657). La quinta mette insieme la Force India Mercedes di Nico Hulkenberg (nono +1”920) e la Sauber Ferrari (anch’essa ha approfittato della breccia apertasi tra gli assedianti, lasciando fuori la Lotus Mercedes di Pastor Maldonado) di Marcus Ericsson (+2”887).

La pioggia si è fatta vedere e sentire fino a qualche ora prima del terzo turno delle prove libere 3 che si sono svolte su asfalto umido, nel pomeriggio il circuito è stato inondato da un sole che ha fatto salire oltre il previsto la temperatura dell’asfalto.

Le penalizzazioni in cui sono incappate per l’ennesimo cambio motore le McLaren, le Red Bull e le Toro Rosso scompaginano una griglia che comunque nel primo taglio aveva escluso Button, Alonso, Stevenson, Merhi e Verstappen, e nel secondo Maldonado, Nasr, Sainz, Kvyat e Ricciardo per i quali sarà una bella gara nella gara partire ultimi e cercare di risalire il più in alto possibile.

Al grido “qui si fa l’Italia o si muore” domani a Monza arriva il premier Mario Renzi per convincere Bernie Ecclestone a non lasciare la Brianza dopo il 2016. Opera di persuasione la farà anche Sergio Marchionne come l’ha gia fatta il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Tra i tanti interlocutori l’a.d. di FCA è quello che più di tutti, a parte gli slanci patriottici, può capire che business is business e che con Eccletson ci sono pochi sentimentalismi che valgono. Bernie si è fatto fuori il Gran Premio di Francia e quello di Germania. Capita l’antifona?