Il GP di Malesia è la sintesi della stagione F1 2016. La sola avversaria della Mercedes è la stessa Mercedes: le uniche due gare in cui non ha vinto – e in cui ad approfittarne è sempre stata la Red Bull – sono quella dell’autoscontro Hamilton-Rosberg e questo gran premio in cui da leader della corsa Lewis è stato costretto ad abbandonare la gara causa rottura del motore. La Ferrari conferma tutte le sue difficoltà prestazionali e Sebastian Vettel la pessima annata. Ma andiamo con ordine.

Il primo sussulto subito alla partenza. Nel tentativo di sbarazzarsi immediatamente delle Red Bull, Vettel azzarda la staccata finendo lungo contro l’incolpevole Nico Rosberg.

Virtual safety-car, gara finita per Seb che rompe la sospensione anteriore sinistra (è la quinta corsa quest’anno in cui Seb non arriva al traguardo) e Rosberg costretto alla rimonta dall’ultima posizione mentre Hamilton saldo al comando pregusta già l’ennesimo controsorpasso nella classifica piloti.

P-20161002-01022_HiRes JPEG 24bit RGB

Alla prima virtual safety-car ne segue una seconda all’ottavo giro per un lungo di Grosjean, occasione sfruttata dal box Red Bull per rivedere la propria strategia chiamando ai box Max Verstappen, in quel momento terzo alle spalle di Ricciardo, per un cambio gomme che sancisce l’inseguimento di strategie tra la scuderia austriaca, la Mercedes e la Ferrari, la quale affida a Kimi Raikkonen l’arduo compito di salvare il salvabile.

L’astronave su cui viaggia il leader della corsa Hamilton permette adeguamenti strategici in qualsiasi momento, mentre alle sue spalle è Verstappen che sembra averne di più puntando verso metà gara Daniel Ricciardo con la sua solita verve da toro scatenato. Non si sa se siano arrivati ordini di scuderia, sta di fatto che Ricciardo sbatte la porta in faccia al neo 19enne. E siamo certi che al box Red Bull qualche patema d’animo l’abbiano provato quando hanno visto Daniel e Max ruota a ruota praticamente per mezzo giro.

L’atto di forza di Ricciardo, però, ci spiega quanto sia sbagliato assecondare gli ordini di scuderia. Subito dopo aver fatto capire al proprio compagno di squadra che era meglio starsene buoni in terza posizione, al giro 41 il colpo di scena: Hamilton rompe il motore e terza virtual safety-car.

Con quell’atto di forza Ricciardo non si è tenuto la seconda posizione, si è guadagnato la vittoria riprendendosi quanto gli era stato tolto nel GP di MonteCarlo.

Mente lucida e sangue freddo, dopo il cambio gomme l’australiano (con soft nuova) veste i panni di “Hamilton the Hammer” senza mai dare la possibilità a Verstappen (soft usata) di mettersi a tiro di DRS, andandosi a prendere la quarta vittoria in carriera e brindando con l’ormai marchio di fabbrica dello champagne nella scarpa, gentilmente offerto a tutto il podio. Vittoria che rafforza la sua terza posizione nella classifica piloti.

P-20161002-01550_HiRes JPEG 24bit RGB

Se all’inizio della gara ci possiamo immaginare un Nico Rosberg chiuso dentro la sua monoposto incazzato come non mai nel ritrovarsi ultimo per colpa di Vettel (etichettato da Verstappen via radio come “un pazzo”), alla fine della corsa dopo una grande rimonta fino alla terza posizione è la maschera della felicità. Una terza posizione in bilico fino agli ultimi giri causa penalizzazione di 10 secondi inflittagli per il sorpasso azzardato ai danni di Kimi Raikkonen, il quale prova a tenere un distacco dal tedesco inferiore ai 10 secondi per “rubare” il podio ma il passo gara della Ferrari non si è rivelato quello che ci si aspettava dopo il venerdì di prove.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GP MALESIA 2016.

Adesso il vantaggio di Nico su Lewis nella classifica iridata permette al tedesco di condurre le ultime gare da ragioniere: Rosberg 288 punti, Hamilton 265, Ricciardo 204.

A cinque gare dalla fine della stagione, invece, il Cavallino ha più di un motivo per archiviare quest’annata come deludente, senza mai una vittoria e con la Red Bull che grazie alla doppietta di oggi non solo rimanda la matematica vittoria del Titolo Costruttori della Mercedes e interrompe a 10 la striscia consecutiva di vittorie delle Frecce d’Argento (il record appartiene alla McLaren, 11 nel 1988) ma guadagna punti preziosi proprio ai danni della Rossa: Mercedes 553, Red Bull 359, Ferrari 313.

LA CLASSIFICA COSTRUTTORI.

SHARE
Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.