1'19"480 al primo tentativo. In prima fila ilsolito monopolio Mercedes: Lewis Hamilton secondo a 188 millesimi. Con la Ferrari di Vettel la Red Bull di Daniil Kvyat, quarto. Terza fila con Daniel Ricciardo e Valtteri Bottas quarta con Felipe Massa e Max Verstappen, quinta con Sergio Pérez e Nico Hulkenberg.

ROSBERG-MESSICO

Gioisce il sabato, piange la domenica. Nico Rosberg, quinta pole position stagionale, quarta consecutiva, lo sfizio continua a toglierselo: rinvia l’appuntamento con la 50ma pole position del compagno-rivale Lewis Hamilton che però ha dominato la stagione conquistando il secondo titolo iridato consecutivo, terzo in carriera. Sicché dal 25 ottobre la Mercedes di F1 ha un presidente, Niki Lauda, e un pilota tre volte campione del mondo.

Sui chilometri 4,421 del circuito del Gran Premio del Messico che si correrà domani, terzultima gara della stagione, Rosberg la partenza al palo l’ha conquistata al primo tentativo col tempo di 1’19”668, dando 188 millesimi a Lewis Hamilton il quale, da parte sua, non è stato in grado di annullare il gap al secondo tentativo ed anzi ha corso il rischio di vedersi soffiare il secondo posto che avrebbe spaiato la prima fila tutta Mercedes.

L’attacco al secondo tentativo l’ha portato Sebastian Vettel il quale comunque, non c’è due senza tre, non è riuscito anch’egli a migliorarsi nel secondo tentativo. Per Vettel la soddisfazione d’essere stato il terzo tra… cotanto senno, a fermare il cronometro nel range di 1’19”.

La Ferrari, quindi muoverà col terzo tempo del tedesco dalla seconda fila e purtroppo ha perso già nelle libere 3 Kimi Räikkönen (solo 15 minuti di lavoro, 4 giri appena prima di essere fermato da un principio d’incendio nella parte posteriore della monoposto e da un calo di potenza) che partirà dalla ventesima posizione essendo costretto a scalare di cinque posizioni in griglia per la sostituzione del cambio in conseguenza del problema verificatosi nella mattinata. Per sovraccarico di sfortuna Iceman nel corso della Q2 ha avuto un problema all’impianto frenante e non è riuscito a migliorare la 15ma posizione.

In seconda fila con la Ferrari di Vettel, la Red Bull di Daniil Kvyat il quale continua a non lasciare occasione per dimostrarsi più veloce del compagno di squadra. Il russo, infatti, ha ottenuto il quarto tempo a 918 millesimi da Rosberg mentre Daniel Ricciardo per 1 millesimo in più del coequipier ha ottenuto il quinto tempo e la terza fila.

Compagno di allineamento del siculo-calabro-australiano è Valtteri Bottas, sesto a 968 millesimi seguito, in quarta fila, dall’altra Williams di Felipe Massa, settimo a 1”087. Il brasiliano condivide l’allineamento con Max Verstappen, ottavo con la Toro Rosso a 1”230 (Carlos Sainz 11mo in sesta fila).

Completano lo schieramento dei top ten i due piloti della Force India: Sergio Pérez “Checo”, per il quale le tribune dell’Autodromo Hermanos Rodriquez continuano ad essere stracolme di tifosi messicani che improvvisano pittoresche torcidas, ha ottento il nono tempo con 1”236 di distacco, Nico Hülkenberg il decimo con 1”308.

Dopo l’allucinazione psichedelica dell’ottavo e nono posto nelle libere 2 la McLaren motorizzata Honda è ripiombata nell’incubo di una realtà mortificante. Jenson Button nelle libere 3 ha avuto un problema alla power unit giapponese appena sostituita (l’ennesima) che l’avrebbe costretto a perdere 30 posizioni in griglia. Ingegneri e tecnici si sono avvicendati al capezzale della grande malata ma non sono stati in grado di permettere a Button di disputare la qualifica (per quel che sarebbe servito). Da parte sua Fernando Alonso si è perduto nelle sabbie mobili del 16mo tempo in Q1. Anch’egli penalizzato (15 posizioni) per avere sostituito della parti tra power unit e motore atmosferico farà compagnia nell’ultima fila della griglia al compagno di squadra. Due campioni del mondo in grado di esprimere valori di grandissima valenza costretti a mortificanti sorsate di veleno.

Mi chiedo se veramente la Red Bull è intenzionata a prendere la Honda come partner motoristico nella prossima stagione. Renault quest’anno ha avuto non pochi problemi ma è vero che i tecnici francesi sono stati comunque in grado di dare alla Red Bull il minimo necessario per fare una stagione decente.

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