Sebastian Vettel fa cifra tonda. Il tedesco della Ferrari ottiene in Messico la 50esima pole position della carriera, tornando a scattare dalla prima casella in griglia a oltre un mese di distanza da Singapore. Un pole dal sapore storico per la Rossa, dato che l’ultimo a ottenere una pole in Messico era stato Clay Regazzoni nel 1970.

Con un giro perfetto all’ultimo tentativo (1’16”488), Vettel tiene a bada la Red Bull di uno scatenato Max Verstappen per 86 millesimi. L’olandese aveva assaporato la possibilità di strappare a Seb la pole – con annesso record di più giovane poleman – ma non è riusciuto a migliorarsi nell’ultimo tentativo lanciato. Verstappen è finito anche sotto investigazione per aver rallentato Bottas durante il suo giro lanciato, ma alla fine non è arrivata alcuna sanzione.

Terzo Lewis Hamilton a quasi mezzo secondo da Vettel, quindi Bottas e un deludente Kimi Raikkonen, in terza fila a 8 decimi di distacco e al fianco di un sorprendente Esteban Ocon, in grado di portare la Force India in mezzo ai top team e soprattutto di vincere la sfida interna con l’idolo messicano Sergio Perez (10°). Deludente la prestazione anche di Daniel Ricciardo, che ieri saltellava allegro come un canguro e oggi ha chiuso settimo a un secondo dalla migliore prestazione di Vettel.

In fondo alla griglia Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne, penalizzati rispettivamente di 20 e 35 posizioni per sostituzione componenti delle power-unit, e la Toro Rosso di Gasly, nemmeno in pista per le qualifiche per colpa di un problema al motore nelle FP3. Appiedato durante il Q2 l’altro pilota di Faenza, Brandon Hartley. I tempi delle qualifiche del GP del Messico.