Nel precedente GP di Spagna il venerdì della Ferrari aveva lasciato ben sperare circa un vero avvicinamento alla super Mercedes per poi deludere (e deludersi) il sabato in qualifica. Nel weekend lungo del GP di Monaco le prime prove libere sono di giovedì e il venerdì ci si concede al lato glamour del Principato. Non nel box di Maranello, dove probabilmente sperano che questo weekend iniziato male possa volgere al meglio quando il gioco si farà serio: qualifiche e gara.

La prima sessione di libere fa registrare la doppietta Mercedes. Sul tracciato di Montecarlo il più veloce in mattinata è stato Lewis Hamilton con il tempo di 1’15″537 davanti al leader del mondiale Nico Rosberg staccato di un decimo.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Anche se, la prima uscita sul tracciato di Monaco ha mostrato una Ferrari in palla. Sebastian Vettel è rimasto in scia alla coppia della Stella, terzo a quasi mezzo secondo, con il solo Kimi Raikkonen non proprio a suo agio (nono a 1 secondo e 3 decimi).

Subito bene anche la Red Bull con Daniel Ricciardo quarto e Max Verstappen quinto, deciso a dimostrare a tutti che l’exploit di Barcellona non è stato un caso. Sempre nulla di nuovo anche per la McLaren, le cui vicende agonistiche in F1 portano a parlare quasi esclusivamente di problemi e incidenti.

Questa volta è toccato a Jenson Button, abbondantemente fuori dalla Top 10 insieme a Fernando Alonso, colpito da un tombino mal fissato e alzato dalla scia di Rosberg che ha portato alla chiusura della sessione con una bandiera rossa. Altro botto della mattinata: Felipe Massa, lungo a sbattere con la sua Williams alla Santa Devota dopo manco mezz’ora dall’inizio delle prove.

felipe massa gp monaco 2016

Si diceva di una Ferrari che deve approfittare del giorno di stop per capire il da farsi. Nel pomeriggio, infatti, Raikkonen e Vettel invertono i ruoli ma sono a 1 secondo e mezzo, rispettivamente settimo e nono, dal miglior tempo fatto registrare da Daniel Ricciardo che porta la Red Bull davanti a tutti con un 1’14″607 che lascia presagire come il record del circuito presto sarà battuto.

A Ricciardo sono spuntate le ali e il merito è senza dubbio sia dalla nuova power unit sia della nuova mescola Pirelli al debutto, la ultra soft in grado di garantire un miglioramento dei tempi rispetto alla super soft di circa 8 decimi.

Hamilton e Rosberg sono sì secondo e terzo ma staccati dall’australiano di 6 e 9 decimi. Il baby-Verstappen è quarto. Ricciardo non solo è stato il più veloce in configurazione qualifica, quando tutti hanno girato con le ultra soft, ma anche in quella da gara, con Verstappen anch’esso meglio delle Mercedes.

Tra la Mercedes e la Ferrari si è inserita la Red Bull? Presto per dirlo. Se così fosse, una bella grana per la Ferrari, che si scopre anche nervosa con Vettel a sbattere dopo un leggero testacoda. Per fortuna, si diceva, il venerdì a Monaco non si scende in pista.

Tra le uscite di strada, i lunghi e le sbandate nel pomeriggio si segnala un po’ di spavento per Haryanto che perde il controllo della sua Manor all’uscita del tunnel. Botta violenta per fortuna senza conseguenza.

Il GP di Monaco è stato anche l’occasione per ricordare la tragica scomparsa di Jules Bianchi. A più di un anno dell’incidente mortale la famiglia del pilota francese non vuole dimenticare quanto accaduto a Suzuka ad ottobre 2014. Soprattutto vuole chiarezza. Quella verità che la F1 non è stata in grado di dare. O non ha voluto?

Per questo la famiglia di Bianchi ha ha deciso di fare causa alla Fia, alla Foa e al team Marussia.

Philippe Bianchi, il papà di Jules: “Vogliamo giustizia per Jules e vogliamo che sia accertata la verità sull’accaduto. Troppe domande sono rimaste senza risposta e riteniamo che questo incidente e questa morte avrebbero potuto essere evitati se una serie di errori non fossero stati commessi”.

L’avvocato della famiglia, Julian Chamberlayne, aggiunge: “Il rapporto della Fia propone una serie di raccomandazioni su come implementare la sicurezza, ma non individua gli errori che furono commessi in quel frangente e che ebbero come conseguenza la morte del pilota. Nelle conclusioni vengono elencati gli elementi che hanno contribuito al drammatico esito, ma alla fine viene anche indicato Jules come responsabile. La sua famiglia intende ora avere delle risposte precise e vuole che si individui davvero chi ha sbagliato”.