F1 GP Russia. La Nona Sinfonia di Hamilton, Vettel secondo (anche in campionato)

Nico Rosberg continua ad essere il patetico Paperino della Mercedes: rottura del filo dell'acceleratore e ritiro al sesto giro quando era in testa. Mercedes campione del mondo costruttore in anticipo come l'anno scorso proprio a Sochi. La Ferrari sbaglia il cambio gomme di Räikkönen e lo "condanna" al quinto posto.

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Maestosa ma anche spocchiosa la Nona Sinfonia di Lewis Hamilton. Negli Stati Uniti il 25 ottobre correrà per il match point del terzo titolo iridato, secondo consecutivo, con tre gare d’anticipo. La Nona Sinfonia della stagione del due volte campione del mondo ha coinciso con la 42ma vittoria in carriera. Pari e patta con Sebastian Vettel (entrambi hanno superato le 41 di Magic Senna). Il quale ha conquistato il secondo posto al traguardo che ha coinciso col secondo in campionato (Hamilton 302, Vettel 236, Rosberg 229). L’uno e l’altro hanno beneficiato dell’ennesima giornata nera di Nico Rosberg che continua ad essere il patetico Paperino del team di Stoccarda. Rottura del filo dell’acceleratore al sesto giro e ritiro. Per chi suona la campana. Ma perché capitano sempre e solo a lui? La Mercedes come l’anno scorso a Sochi, in anticipo, si è impossessata del titolo mondiale costruttori. Uno-due. Aspettando il 2016.

Con tutto il rispetto per la signora Mercedes, la signora di Maranello e i loro cavalier serventi, gli eroi del pomeriggio russo in riva al Mar Nero sono altri. Dei tanti, uno anch’egli sotto i riflettori del podio. Speedy Gonzales è tornato (quinto podio in carriera). Sergio Pérez ha cambiato le gomme della sua Force India all’11mo giro per arrivare fino alla conclusione dei 53 in programma. Con le gomme già al limite al 46mo giro, il terzo, ma anche il quarto posto, nel penultimo glieli avevano tolti di forza Bottas e Räikkönen che con gomme più fresche (Valtteri cambio al 26mo, Iceman al 31mo) lo avevano rimontato continuando dopo il doppio sorpasso del messicano il loro personale duello, anche generazionale, per conquistare il terzo posto.

In curva 4 all’inizio dell’ultimo giro il finlandese più anziano ha attaccato il più giovane connazionale (come aveva fatto in altre due occasioni subendo il controsorpasso) il quale non aveva previsto il sorpasso all’interno ed ha chiuso la traiettoria. Inevitabile lo scontro: Bottas out, Räikkönen in difficoltà e con la Rossa che sprigionava scintille come un altoforno è arrivato quinto. Restituito a Pérez quel che gli era stato tolto. Anche loro due eroi del pomeriggio. Soprattutto Iceman che in avvio di gara con un doppio sorpasso da urlo ha bruciato il connazionale e Vettel mettendosi al terzo posto (poi ripreso sia da Bottas alla ripartenza, 15mo giro, imposta dalla seconda safety car – la prima ad inizio gara per lo scontro tra Hülkenberg ed Ericsson – sia da Vettel).

Supereroe Carlos Sainz. Stamane era già sul circuito col lasciapassare dei sanitari che lo avevano giudicato abile alla guida dopo il pauroso incidente di ieri nelle libere 3. Partito ultimo in griglia è entrato di forza nella zona punti e ci sarebbe rimasto se i freni della Toro Rosso non lo avessero tradito in curva 13 dove aveva avuto l’incidente per lo stesso motivo.

L’eroe di casa Kvyat sotto gli occhi del compiaciuto Putin ha conquistato il sesto posto. L’eroe della Sauber Nasr ha tenuto duro e deciso il settimo. Non è uno degli eroi, un lottatore puro sì: Maldonado ottavo. Seguaci della filosofia dell’attimo fuggente e baciati in fronte da ben 10 ritiri: Button nono e Alonso decimo. Un’abbuffata imprevista per la McLaren!

Ritorno sul carro dei fortunati. L’eterno secondo Nico Rosberg mi ricorda Eddie Irvine, Rubens Barrichello, David Coulthard, Felipe Massa. Comprimari necessari.

Nota a margine. Iceman è stato ritenuto colpevole dello scontro con Bottas e penalizzato di 30 secondi con conseguente arretramento all’ottavo posto nell’ordine d’arrivo.