1'37"583 il crono del tre volte campione del mondo. Il tedesco nonostante la disavventura secondo a 652 millesimi. Terzo Rosberg a 867 millesimi il quale di fatto non ha effettuato la simulazione qualifica. Quarto Kimi Raikkonen a 1"210.

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“Nelle qualifiche si spingerà al massimo, cercando poi di far valere questo vantaggio in gara per ottenere un buon risultato”.

Parole di Sebastian Vettel mercoledì pomeriggio. Il datore di lavoro, la Ferrari, ha improvvisato una serrata e nelle libere 2 dopo mezzora di lavoro ha chiuso i cancelli e lasciato inoperoso il dipendente tedesco. Problemi elettronici che gli ingegneri di Maranello non sono riusciti a risolvere nell’ora a disposizione per potere rimettere in pista il pilota. Sicché al, visibilmente, deluso Vettel non è rimasto che compiacersi, per quel che vale considerati i problemi di inaffidabilità che continua a palesare la sua monoposto, del secondo posto di giornata che equivale ad una prima fila provvisoria ma a ben 652 millesimi dalla pole position provvisoria.

Scritta e sottoscritta da Lewis Hamilton, sempre nervoso e spesso lungo in alcune curve, con il tempo di 1’37″583. Performance apprezzabile ma senza la prova del nove non solo perché Vettel non ha potuto effettuare un secondo tentativo ma perché Nico Rosberg di fatto non ha effettuato la simulazione qualifica perché il traffico non glielo ha consentito.

L’anno scorso 15ma gara in calendario (su 19), quest’anno quarta. Il Gran Premio di Russia che si corre domenica sul circuito (manco a dirlo disegnato da Hermann Tilke) ricavato all’interno del parco olimpico di Sochi spegne le candeline della terza edizione. Le prime due le ha vinte Lewis Hamilton. Il quale ha posto le premesse per un ritorno da campione sul podio che l’anno scorso con quattro gare d’anticipo lo cinse dell’alloro iridato.

Premesse tutte da verificare domani in qualifica e domenica in gara nel confronto prevedibile che Hamilton dovrà sostenere non solo col compagno-rivale ma con le Ferrari che, nonostante il male incurabile che affiora ad ogni nascita di ottimismo, rimangono le avversarie più accreditate delle Mercedes.

Kimi Raikkonen, quarto a 1”210, si è dovuto caricare il peso della simulazione gara per raccogliere quanti più dati possibili con le diverse tipologie di gomme. La Ferrari sotto questo aspetto continua ad avere competitori più validi. A cominciare dalle due Mercedes e per quel che si è visto oggi la Williams di Valtteri Bottas (Felipe Massa stamane inoperoso per problemi alla frizione nel pomeriggio nono a 1”706) il quale ha tenuto il passo dei bolidi d’argento. Il finlandese mediocre nella simulazione qualifica col sesto tempo a 1”602 si è rifatto ampiamente tenendo un passo gara che ad un certo punto gli ha anche consentito, nel confronto, di essere il più veloce. Col beneficio del dubbio dei carichi di benzina.

La Red Bull continua ad occhieggiare maliarda le posizioni della top ten con obiettivo podio (tre volte quarta con Ricciardo, una a volta terza con Kvyat) ed ha piazzato Daniel Ricciardo quinto a 1”501 e Daniil Kvyat settimo a 1”610.

La McLaren come i topi del deserto è venuta fuori per prendere una boccata d’aria: Jenson Button ottavo a 1”613, Fernando Alonso decimo a 1”817.

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