1'35"417 al primo tentativo. Lewis Hamilton decimo: non ha potuto partecipare alla Q3 per problemi alla power unit. Vettel secondo retocede al settimo posto e quindi in prima fila partirà il terzo, Bottas. Raikkonen in seconda fila con Massa.

Ancora lui. Insuperabile! Nico Rosberg ha timbrato il cartellino della seconda pole in stagione e della 24ma in carriera con l’ineguagliabile tempo di 1’35″417 (anche se in Q2 aveva fatto 1’35″337). Nessun altro dentro questo range che attesta, in maniera notarile, la superiorità schiacciante della Mercedes contro la quale sbattono le corna inutilmente tutti gli altri piloti, ferraristi in testa. Eguagliare, non diciamo superare, la Stella di Stoccarda oggi rimane ancora  un’ipotesi di terzo tipo.

Maleficent, il destino ostile, ha tolto di mezzo l’unico pilota che avrebbe potuto contrastare il tedesco. Il nemico in casa Lewis Hamilton. Lo aveva già fatto nelle libere 2 e nelle libere 3, aveva insistito in Q1 ma dalla Q2 non ha potuto dare sfogo alla rabbia che si porta dentro da tre gare e nella Q3 si è dovuto fermare inoperoso al box. Lo stesso calo di potenza della power unit della sua Mercedes che lo aveva annichilito in Cina lo ha sadicamente beffeggiato in Russia. Senza tempo dopo avere conquistato l’accesso al taglio finale partirà decimo in quinta fila. L’anno scorso le disgrazie non hanno perso di vista Rosberg, quest’anno (giustizia distributiva Mercedes?) il catalizzatore delle disgrazie è il malcapitato Lewis.

Se non avesse sostituito il cambio con la conseguente penalizzazione di cinque posizioni in griglia (partirà settimo, quarto allineamento) in prima fila ci sarebbe stata la Ferrari di Sebastian Vettel seconda in Q3 a più di 7 decimi da Rosberg. Distacco siderale per una resa incondizionata. Se… non fosse che la retrocessione del quattro volte campione del mondo ha promosso agli onori del primo allineamento la Williams di Valtteri Bottas più lento di Vettel di 413 millesimi ma più veloce di 127, quanto è bastato, di Kimi Raikkonen il quale pur migliorando il crono del primo tentativo non ha avuto il colpo fulminante per migliorare anche la posizione. Godrà anch’egli d’una promozione potendo partire dalla seconda fila, guarda caso, in compagnia dell’altro pilota Williams Felipe Massa.

Sì, Williams. Rieccola dopo tre gare quasi da apprendistato. Nuovamente minacciosa rivale della Ferrari che mentre aspira a sovvertire l’ordine costituito della supremazia Mercedes ha scoperto che si deve guardare le spalle dalla rivale più competitiva, al suo livello, dei trascorsi campionati, più che della Red Bull che pure nelle prime tre gare ha dato filo da torcere alla Signora in Rosso. Su un tracciato non adatto alle loro potenzialità le monoposto di Milton Keynes hanno richiesto ai piloti un impegno supplementare d’audacia per entrare in Q3, arena nella quale i due Daniele hanno dovuto addirittura esagerare in audacia per guadagnare Ricciardo il sesto posto e Kvyat l’ottavo, approfittando anch’essi che Hamilton era stato disarmato.

Colpi di scena a parte, la sorpresa delle qualifiche è stata la Force India Sergio Pérez nona in Q1, settima in Q2 e in Q3. Con i problemi che ancora pesano sul rendimento delle monoposto di Silverstone trovarne una nei primi dieci è una rarità da incorniciare (Nico Hulkenberg 13mo). Senza dimenticare che l’anno scorso il messicano quì è salito sul podio col terzo posto guadagnato con una gara strategicamente perfetta.

Le prime cinque file dello schieramento sono completate dalla Toro Rosso di Max Verstappen, nono e compagno di allineamento di Hamilton.

Domani è un altro giorno, si vedrà. Avranno tutti la stessa strategia, un solo pit stop e le varianti strategiche potranno, quindi, tenere conto di pochissimi fattori migliorativi. Bisogna partire bene.

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