Un volo solitario dalla pole position al traguardo. Dispotico della sua dittatura ha firmato anche il definitivo giro veloce ad un giro dalla bandiera a scacchi con le Soft. Hamilton secondo in rimonta a 25"022, Raikkonen al secondo podio stagionale terzo a 31"998 ha vinto il confronto col connazionale Bottas quarto. Vettel nonha fatto nemmeno un giro: tamponato duem volte da Kvyat e speronato da Ricciardo si è ritirato con la Ferrari distrutta.

GP Russia Quattro gare, quattro vittorie. Soci continua ad essere la dacia della Mercedes (tre edizioni del Gran Premio di Russia, tre successi della Stella), la stagione iniziata in marzo in Australia rimane territorio di caccia di Nico Rosberg. En plein di 100 punti, un poker superbo. Come la vittoria annunciata sabato in qualifica, inevitabile oggi in gara. La sua dipositica supremazia è stata tale che quando Lewis Hamilton arrivato dal decimo di partenza al secondo posto riducendo fino a 7 secondi il distacco, dopo l’unico cambio gomme da Supersoft a Soft, a suon di giri veloci (cinque tra il 20mo e il 37mo giro), Nico ha raggelato i bollenti spiriti del compagno-rivale scavando un baratro incolmabile che all’arrivo è stato di 25″022 dopo aver fatto 1’39″616 al 38mo giro e 1’39″094 al 52mo dei 53 giri in programma per il definitivo record in gara.

La Ferrari ancora una volta è stata costretta a fare buon viso a cattivo gioco ed ha rimediato il terzo gradino del podio con Kimi Raikkonen il quale ha vinto la sua personale battaglia col connazionale Valtteri Bottas superato in avvio ma cacciato dietro alla ripresa dopo il via libera della safety car virtuale per sgombrare la pistan dai detriti degli autoscontri iniziali. Iceman ha sommato un distacco ragguardevole di 31″998 che sotto cverti aspetti non impressiona più di tanto considerando quello che ha rimediato Hamilton ma che una volta di più evidenzia la schiacciante superiorità della Mercedes. E, per cotesia, smettiamolo di continuare a dire che Vettel avrebbe fatto meglio. Finiamola di non riconoscere in giusta misura il lavoro di Raikkonen.

La Williams delle sorprese è rimasta comunque una sorpresa: quarta con Valtteri Bottas a 50″217, quinta con Felipe Massa a 74″427. Ma il primato delle sorprese della giornata è stato della McLaren che nel caos iniziale ha preso i mattoni per costruire il suo bel palazzo abbellito dal sesto posto di Fernando Alonso (primo dei doppiati) e e dal decimo di Jenson Button.

Il caos sembra essere ideale per le imprese della Haas che anche in questa occasione con Romain Grosjean ha concluso nella top ten con l’ottavo posto. Caos che ha agevolato anche l’impresa di Kevin Magnussen che ha regalato alla Renault i punti del settimo posto.

Sergio Pérez, l’anno scorso terzo, ha completato la top ten del Gran Premio di Russia portando la Force India al nono posto. Gran Premio dal quale sono subito scomparse le due Red Bull di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat sin dall’inizio e nel finale Max Verstappen col motore Ferrari in fumo quando era quinto al 34mo giro.

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