F1 GP Singapore. Il mago Sebastian Vettel conquista la pole per la Ferrari

1'44"305 al primo tentativo ed già pole position, 1'43"885 al secondo ed è la sublimazione della conquista dopo 1.545 giorni per la Ferrari e dopo Brasile 2013 per il pilota tedesco. 08:53, 09:02 sul quadrante di Marina Bay per due volte sono suonate le campane a morto per le 8 pole consecutive di Hamilton (solo quinto a 1"415!) che non eguaglia il record di Ayrton Senna.

Singapore Grand Prix 17 - 20 September 2015

Ore 09:53 sul quadrante dell’orologio di Marina Bay. Muore il sogno di Lewis Hamilton di eguagliare le otto pole position consecutive di Ayrton Senna. 10:02 il sogno ucciso viene cremato e le ceneri disperse nella baia di Singapore nella quale si specchiano vanitosi e luccicanti di luci gli alberghi a cinque stelle di lusso. Sebastian Vettel il mago. Due magie consecutive nella sera singalese per uccidere il sogno ed esaltare la riscossa della Ferrari. 1’44″305 al primo tentativo, ed è già pole position; 1’43″885 al secondo ed è la sublimazione del concetto di riscossa.

Il quattro volte campione del mondo (ri)parte alla corda, 46ma in carriera, dopo Brasile 2013; la Signora di Maranello (ri)abbraccia la pole 1.545 giorni dopo. Il sognatore solo quinto ad 1″415 dalla prestazione di Vettel. Incredibile ma vero! Una disfatta impensabile per la Mercedes con Nico Rosberg sesto a 1”530 ma (forse) annunciata dal giallo di Monza risoltosi con un pilatesco “non luogo a procedere” per la pressione delle gomme non regolamentare sulle due monoposto di Stoccarda.

Il controllo fiscale, continuo, e pignolo nel box di Marina Bay ha tolto alla Mercedes la forza incontenibile? Come se avessero tagliato a capelli a Sansone. Se la debacle in qualifica ha queste cause e questi effetti aspettiamo trepidanti il seguito del campionato per capire se ad armi pari (le gomme) a Stoccarda hanno finito di costruire Enterprise invece che monoposto.

Il riscontro della vigilia del Gran Premio di Singapore che si corre domani (partenza ore 20:00 nella città Stato, le 15:00 in Italia) è stato più rilevante di quanto si potesse immaginare. Perché a cacciare così indietro Hamilton e Rosberg insieme con Vettel sono stati Daniel Ricciardo, secondo in prima fila a più di mezzo secondo dall’ex compagno di squadra, Kimi Raikkonen e Daniil Kvyat, rispettivamente terzo e quarto in seconda fila con 788 e 860 millesimi di distacco.

Due Ferrari e due Red Bull. Un segno del destino per la futura fornitura delle power unit di Maranello al team austriaco? Se è così il destino ha costituito una coalizione imbattibile. Anche agevolata dalle peculiarità del circuito di chilometri 5,073 con 23 curve che i piloti dovranno percorrere per 61 volte. E domani Sebastian Vettel (primo anche nelle libere 3 del pomeriggio col crono di 1’45”682) potrebbe uccidere l’altro sogno di Lewis Hamilton: eguagliare le 41 vittorie in 161 gran premi di Ayrton Senna. La strana coppia della prima fila e l’altrettanta strana coppia della seconda hanno a portata di volante un’impresa che potrebbe essere considerata storica, seppure in negativo per Hamilton.

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Che la Mercedes stesse andando incontro ad una disfatta completa lo si è capito già nel primo taglio delle qualifiche quando sia Hamilton, sia Rosberg hanno dovuto effettuare il secondo tentativo con le gomme supersoft per scongiurare una ancora più deplorevole esclusione prematura (tutti hanno usato le gomme rosse tranne Vettel, Raikkonen e Ricciardo). In questa prima occasione è stato Daniil Kvyat a suonare la carica degli alleati fermando il cronometro su 1’45”340. Nel secondo taglio la tromba è stata ceduta a Vettel il quale ha spiccato 1’44”743. Come è andata a finire lo avete già letto.

Com’era prevedibile le Williams alla fine della serata hanno portato a casa due posti in top ten, uno l’ha preso la Toro Rosso e uno la Lotus. Dalla quarta fila partono Valtteri Bottas, settimo a 1”791 e Max Verstappen, ottavo a 1”913; dalla quinta Felipe Massa, nono a 2”192, e Romain Grosjean, decimo a 2”528.

Con la voglia dei due piloti di ricostruire al più presto rosee prospettive la McLaren ha per la prima volta in stagione ha conquistato la Q2: Fernando Alonso 12mo e Jenson Button 15mo. Deludente la Sauber che pure a Singapore ha portato una monoposto in pratica completamente nuova rispetto a quella vista a Monza. Si è fermata in Q1. Deludenti anche Sergio Pèrez e Pastor Maldonado. Carlos Sainz è andato ad abbracciare una sirena che l’aspettava maliarda ad un muretto.