Sebastian Vettel conquista la terza pole stagionale al GP Singapore 2017, fermando il cronometro sull’incredibile tempo di 1’39”491 che diventa il nuovo record del circuito. Il pilota della Ferrari, in leggera difficoltà tra FP3 (come le prime due sessioni di prove dominate dalla Red Bull) e Q1, ha poi ritrovato lo smalto del fenomeno in Q2 per poi rifilare un super tempo in Q3 che ha negato la gioia della pole a Max Verstappen.

L’olandese della Red Bull sembrava predestinato a diventare oggi il pilota più giovane a conquistare la pole, ma il tedesco della Rossa (che detiene il record) gli ha negato questa gioia relegandolo in seconda posizione a oltre 3 decimi, con un super giro con tanto di “baciata” al muro all’uscita del tunnel dello stadio.

@ Sutton Images

Daniel Ricciardo parte dalla seconda fila, con un distacco di soli 26 millesimi dal compagno di squadra. Seb e il duo Red Bull sono stati gli unici tre piloti a scendere sotto il muro dell’1’40”. Soddisfacente, ma non entusiasmante, la prestazione di Kimi Raikkonen, il quale riesce a rimanere davanti alle due Mercedes ma ritrovandosi solo in quarta posizione. Per il finlandese della Ferrari, dopo un tempo eccellente nel primo settore, una sbavatura nel T2 e una lieve toccata a muro nel T3 lo hanno portato ad accusare quasi 6 decimi di gap dal compagno di squadra.

Qualifica buia come il cielo di Singapore per le Mercedes, con Hamilton 5° “bravo” a beccarsi solo 635 millesimi di ritardo da Vettel, mentre Bottas “disperso” accusa un gap dalla vetta di oltre un secondo. A soli due decimi segue Nico Hulkenberg con la Renault, poi le due McLaren con Alonso e Vandoorne che scatteranno dall’ottava e nona casella in griglia. Più arretrato in decima posizione il neo acquisto della scuderia francese, Carlos Sainz. Qui tutti i tempi delle qualifiche del GP Singapore 2017.

Il “monkey seat” messo al bando dalla Fia

Il weekend di Marina Bay continua a regalare spunti interessanti. Prima a far parlare è stato il mercato motori, poi il mercato piloti. Oggi a regalare nuove notizie agli addetti ai lavori sono le possibili novità del regolamento tecnico 2018. Stando a quanto abbiamo appreso nelle ultime ore, nella prossima stagione non verrà messa al bando la shark fin, la pinna a squalo presente su tutte le monoposto. A differenza di quanto ipotizzato a inizio campionato, le vetture 2018 dovrebbero ancora montare questa soluzione, che si sta rivelando utile per meglio bilanciare l’assetto delle monoposto e per mettere in bella mostra gli sponsor.

Per un particolare tecnico che sopravvive, però, ce ne sono due destinati a sparire. L’addio alle T-Wing era noto, mentre desta sorpresa la quasi certa messa al bando dei monkey seat già dal prossimo anno. La Fia ha optato per l’abolizione a causa dei continui investimenti dei team nello sviluppo di questo piccolo profilo dietro allo scarico delle monoposto. Più che per dare stabilità alle vetture, il monkey seat viene utilizzato per sfruttare in maniera sempre più efficiente i gas provenienti dallo scarico, un po’ come avveniva soprattutto nel 2011 nell’era degli “scarichi soffianti”.

“Penso che la Fia si sia preoccupata perché alcuni team usano le mappature del motore per dare energia all’ala posteriore – ha spiegato Andy Green, direttore tecnico della Force India –. La Fia da un bel po’ di tempo ha una posizione fermamente contraria sotto questo aspetto. Volevano assicurarsi che la questione fosse chiusa, e tutti si sono mostrati d’accordo. C’è stato un accordo unanime. Nessuna squadra vuole che la Fia si rimetta a controllare tutte le mappature del motore. Preferiamo fare a meno di questo”.