F1 GP Singapore. Venerdì a sorpresa, Daniil Kvyat… io sono il prologo

Il pilota russo della Red Bull ha conquistato la pole position provvisoria con 1'46"142. In prima fila a 39 millesimi la Ferrari di Kimi Raikkonen. Terza la Red Bull di Ricciardo e quarta la Mercedes di Hamilton.

KVYAT-SINGAPORE (FILEminimizer)Nel Gran Premio di Singapore, tredicesimo della stagione che si corre domenica, Lewis Hamilton ha un sogno da realizzare. Anzi due. Eguagliare le otto pole position consecutive e le 41 vittorie in 161 Gran Premi disputati di Ayrton Senna.

L’agguato. Red Bull e Ferrari hanno armato tre killer, ma un quarto è in agguato, per fargli fallire il doppio obiettivo. Daniil Kvyat ha fatto la pole position provvisoria in 1’46″142. In prima fila con la Red Bull del russo de Roma c’è la Ferrari di Kimi Raikkonen, secondo ad appena 39 millesimi. Nella seconda fila virtuale l’altra Red Bull di Daniel Ricciardo, terzo a 114 millesimi, il quale ha tenuto caldo caldo per il sognatore inglese della Mercedes il quarto posto a 337 millesimi. E una fila dietro la Ferrari di Sebastian Vettel, quinto a 345 millesimi, e la Force India di Sergio Pérez, sesto a 517.

Non è finita. Anche nella simulazione gara Kvyat, Ricciardo, Raikkonen e Vettel hanno tenuto sotto scacco il leader del campionato il quale non ha saputo e potuto tenere il ritmo dei quattro assatanati i quali non vedono l’ora che arrivi il momento della qualifica e poi quello della gara. Su un circuito di 23 curve in cui la potenza della power unit Mercedes può non fare la differenza e sul quale il team austriaco e quello italiano hanno le armi per giocarsi pole e vittoria.

Il responso del venerdì è stato tanto più aperto per Ferrari e Red Bull quanto dietro, molto dietro, ha concluso la giornata la Mercedes di Nico Rosberg. Addirittura settimo a 639 millesimi dalla pole position provvisoria.
Ma… Questo strano responso, perché strano è, deve essere preso con le molle. Che il gap si sia ridotto ed anzi annullato è possibile ma non scontato. Facendo salvi i carichi di benzina, almeno quelli della simulazione gara, è anche probabile che la Mercedes si sia momentaneamente ritirata in meditazione. Probabile. Ma perché? Gli 007 sono in azione per darci certezze.

Ritornando alla simulazione qualifica la griglia provvisoria si è completata con la quarta fila del citato Rosberg (nelle libere 1 primo in 1’47”995) e del volitivo Fernando Alonso, ottavo con la McLaren a 817 millesimi (Jenson Button 14mo a 1”746), e la quinta della Force India di Nico Hulkenberg, nono a 1”152, e della Toro Rosso di Max Verstappen, decimo a 1”285.

Williams secondo la prassi del venerdì camaleontico. Nascosti entrambi i piloti. Felipe Massa undicesimo a 1”542, Valtteri Bottas 17mo a 1”976. Anche se questo circuito non è proprio nelle “corde”. del telaio Williams. Li vedremo domani nelle libere 3? Usciranno allo scoperto in qualifica. Ma potrebbero loro ricevere sorprese. Da Sauber, qui con una monoposto completamente aggiornata, e Toro Rosso che ha già un piede in Q3 con Verstappen ma nessuno può escludere l’intromissione di Carlos Sainz. Lotus non pervenuta: Romain Grosjean 16mo, Pastor Maldonado 18mo.

C’è un Rossi in Formula 1. Si chiama Alessandro, ha passaporto statunitense. E’ al volante della Marussia che fin oggi è stata di Merhi. Lo yankee ha trovato lo sponsor per qualche gara e non ha perso tempo: nelle libere 1 sul finire dell’ora e mezza ha distrutto la monoposto. E’ tornato in pista giusto per fare 9 giri nelle libere 2. Preso d”invidia il suo compagno di squadra Stevens ad inizio della seconda sessione di libere ha sbatacchiato anch’egli contro i muretti. Quando si è rivisto ha fatto solo tre giri.