F1 GP Singapore. Vettel il maharaja di Singapore (quarta vittoria), domina la Ferrari

Terza vittoria stagionale, quarta a Marina Bay. Sempre in testa dalla pole al traguardo. L'irriducibile Daniel Ricciardo secondo con la Red Bull. Il trionfo Ferrari completato dal terzo posto di Kimi Raikkonen. Nico Rosberg quarto, Lewis Hamilton ritirato. Campionato riaperto: Sebastian a -8 da Rosberg e -49 da Hamilton.

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A Suzuka il prossimo 27 settembre o ci svegliamo dal sogno o continuiamo a sfogliare il libro le “Mille e una notte” che stasera Sebastian Vettel ha cominciato a scrivere vincendo per la quarta volta il Gran Premio di Singapore, portandosi a -8 da Nico Rosberg e a -49 da Lewis Hamilton nella classifica iridata dopo 13 gare e riaprendo di fatto un campionato che dopo Monza sembrava chiuso in favore del pilota inglese della Mercedes lanciato verso il suo terzo titolo iridato.

Quarta vittoria nella gara singalese ma anche 42ma in carriera, 224ma per la Signora di Maranello. La quale ha dominato la gara dalla pole position al traguardo incorniciando il trionfo col dettaglio, non di poco conto, del terzo posto di Kimi Raikkonen (a 17″100 dal compagno di squadra).

Nel mezzo dei due Fulmini Rossi l’irriducibile Daniel Ricciardo alla cui Red Bull neanche due safety car, al 12mo (scontro Massa-Hulkenberg all’uscita dalla pit lane del brasiliano, colpevole il tedesco che nella prossima gara perderà tre posizioni in griglia) e 36mo giro (un pazzo entrato indisturbato sul circuito), sono riuscite ad aprire l’orizzonte di gloria del successo che sarebbe stato tanto più prestigioso in quanto ottenuto nei confronti dell’ex compagno di squadra che l’anno scorso ha surclassato sostituendolo nei cuori di Chris Horne & Company.

Orizzonte che è rimasto ermeticamente chiuso nonostante il siculo-calabrese-australiano abbia usato in due occasioni il grimaldello del giro veloce  (1’50″128 al 49mo giro, 1’50″041 al 52mo che è rimasto il record della gara) per cercare di afferrare per gli scarichi la Ferrari di Vettel arrivata al traguardo con 1″400 di vantaggio ma solo perché nell’ultima tornata il tedesco ha saggiamento amministrato il sicuro vantaggio accumulato dopo la seconda ripresa al 39mo giro. Ma stasera a Vettel e alla Ferrari nessuno sarebbe riuscito a strappare la meritata vittoria.

Vittoria della volontà, della forza tecnica ritrovata, dell’orgoglio e dell’amore nei confronti del mito creato da Enzo Ferrari. L’improvvisa, eclatante scomparsa dalla scena della Mercedes ha certamente spianato la strada ma già sabato il prologo aveva annunciato una gara colorata di Rosso. Senza se e senza ma.

No power! Ha gridato Lewis Hamilton al 28mo giro. Perdita di potenza che ha fatto precipitare il campione del mondo in carica fino alla 17ma posizione motivandolo al ritiro al 32mo giro mentre il rivale-coequipier Nico Rosberg, anonimo come mai stato nelle due ultime stagioni, si è impadronito del quarto posto che gli ha consentito di ridurre a 41 lunghezze la distanza dalla leadership iridata. Ma che distacco! 24”700 dalla Ferrari. Un distacco da… Mercedes di qualche gara fa. Per Lewis sono rimasti un sogno le 8 pole consecutive e i 41 successi in 161 gran premi che lo avrebbe innalzato all’altare di Magic Senna.

La Williams ha rimediato il quinto posto con Valtteri Bottas (Massa ritirato) a 34”200 da Vettel, anch’egli come i due Mercedes agevolato dalla prima safety car che al contrario ha tolto dal quarto posto Daniil Kvyat giunto sesto a 35”500. Sergio Perèz ha difeso la sua Force India dagli attacchi dei due Toro Rosso che volevano incornarlo. Si è classificato settimo, Max Verstappen ottavo e Carlos Sainz nono. La Sauber ha preso il punto di consolazione con Felipe Nasr.

McLaren sempre nell’abisso: ritirati prima Alonso, poi Button. Ritirato anche il Lotus Grosjean (Maldonado 12mo).