Pioggia e schianti rendono le qualifiche quasi interminabili. Alla fine la spunta Nico, che c’entra la pole con regime di bandiera gialla. Lewis Hamilton 2°. Seconda fila Red Bull con Ricciardo 3° e Verstappen 4°. Ferrari: Vettel 5°, Raikkonen solo 14°.

Praticamente più di una gara. All’Hungaroring è andata in scena la qualifica-maratona durata due ore. Centoventi minuti iniziati con un diluvio inaspettato che porta il primo ritardo nell’inizio delle qualifiche. Il Q1 dura in totale un’ora, interrotto da ben quattro bandiere rosse: la prima per la “impraticabilità del campo” con troppa acqua in pista, le altre per gli schianti di Massa, Ericsson e Haryanto.

In Q2 il clima inizia a stabilizzarsi e il sole asciuga in fretta l’asfalto. Dopo alcuni giri con le intermedie, la Williams di Valtteri Bottas fa da apripista alle slick. Tutti al cambio-gomme e tempi sul giro che si abbassano ad ogni tornata proprio come in Austria, e chi sbaglia tempistica resta fregato. Anche in questo caso come al Red Bull Ring, chi sbaglia è la Ferrari. Kimi Raikkonen a differenza del resto della ciurma non riesce a migliorare il suo precedente crono e chiude drammaticamente le qualifiche quattordicesimo.

Solo in Q3 s’inizia a spingere al massimo. Ed ecco allora le Mercedes a dare spettacolo. A un giro dalla fine è Hamilton ad avere in mano la pole. La sorte sembra anche aiutarlo, perché Alonso va in testacoda facendo scattare le bandiere gialle. Tutti abortiscono il giro veloce, tranne Rosberg in coda al gruppo.

2016 Hungarian Grand Prix, Saturday

Nico trova bandiera gialla solo in due curve, dove rallenta, per poi dare di nuovo gas e… pole position strappata ad un incredulo Hamilton. Un vero colpo di astuzia di Rosberg, convocato dopo le qualifiche dai giudici di gara proprio per la pole fatta registrare in regime di bandiera gialla e dal cui confronto, grazie alla telemetria, si è appurato come Nico abbia effettivamente rallentato nella zona con regime di bandiera gialla. Come prevede il regolamento insomma.

Una pole che per Nico è come una boccata d’ossigeno, visto e considerato le due vittorie di fila con tanto di relative pole position per Hamilton.

Nel duello Ferrari-Red Bull la spunta la seconda. Alle spalle (e nemmeno di tanto) delle due Mercedes ci sono Daniel Ricciardo (+0”315) e Max Verstappen (+0”592). Vettel, che qui l’anno scorso con una grande partenza riuscì a costruirsi la vittoria, si ferma all’obiettivo minimo del quinto posto in griglia, anche se per Seb c’erano i presupposti per essere fra i primi tre: “È stato un casino già all’inizio riuscire a passare il taglio. La macchina andava bene, ma ho trovato il traffico e la bandiera gialla. Secondo me potevo entrare nei primi tre posti, Button mi ha bloccato quando mi stavo migliorando di mezzo secondo”.

LA GRIGLIA DI PARTENZA.

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