Dopo le ultime gare ricche di colpi di scena, il GP Ungheria 2016 ci regala una domenica piuttosto regolare. Niente pioggia, pochi sorpassi e nessuna strategia dell’ultim’ora. Tutto accade al via: il poleman Rosberg nel tentativo di guardarsi le spalle da un Ricciardo pronto a infilarlo si fa beffare all’interno da Hamilton.

Lewis e Nico fanno praticamente la stessa gara. Entrambi spingono, ma il tedesco si accontenta chiaramente del secondo posto mantenendosi a 1-2 secondi di distacco dall’inglese senza tentare mai un attacco.

Risultato: dopo undici gran premi Nico cede la leadership della classifica mondiale ad Hamilton, che festeggia in stile Paul Pogba.

Dopo due gran premi, invece, per la Ferrari è il momento della terza gara alle spalle della Red Bull. Le Rosse in pista, grazie anche alle alte temperature, non hanno sfigurato e si sono mostrate più veloci con entrambe le mescole. Peccato che in un circuito angusto come l’Hungaroring i giochi si decidano in qualifica.

Si può rimproverare poco ai piloti di Maranello: Vettel grazie a un pit-stop anticipato riesce a infilare Verstappen, mentre Raikkonen grazie a un’ottima strategia e a un ritmo impressionante (per buona parte della gara è il più veloce in pista) recupera dalla quattordicesima posizione in griglia fino alla sesta.

Qualcosa sembra poter accadere nel finale, ma è una pallida impressione. Nell’ultima parte di gara va in scena il doppio duello Ricciardo-Vettel e Verstappen-Raikkonen, che però si conclude con un nulla di fatto. Tra i ferraristi Iceman è quello che ci prova di più, ma i continui cambi di direzione di Verstappen, durante uno dei quali Kimi perde un pezzo dell’ala anteriore mentre prova l’assalto, impediscono al finlandese di guadagnare quella posizione in più che poteva fare ancor più morale.

Daniel Ricciardo ora è terzo nella classifica piloti con 115 punti, uno in più proprio di Raikkonen e cinque in più di Vettel. Lewis Hamilton (192) ha invece un vantaggio di sei punti sullo spodestato Nico Rosberg.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GP UNGHERIA 2016.