F1 GP Ungheria. La Nona Rapsodia di Lewis Hamilton incanta l’Hungaroring

1'22"020 per la nona pole stagionale su 10 gare, la 47ma in carriera. Nico Rosberg annichilito, secondo con più di mezzo secondi di distacco. All'ennesima prima fila tutta Mercedes rispondono in seconda la Ferrari con Vettel terzo e la Red Bull con Ricciardo quarto. Raikkonen in terza fila con Bottas.

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Le verità svelate. Dopo le bugie di venerdì. C’era poco da svelare sul permanente strapotere della Mercedes, inarrivabile dominatrice della stagione. Né c’era da svelare alcunché sullo stato di grazia di Lewis Hamilton che continua a mettere il compagno di squadra dietro la lavagna con le orecchie d’asino. Quasi un siparietto da libro “Cuore”. Nona pole position stagionale su 10 gare, 1’22″020 sui 4,381 chilometri dell’Hungaroring, 47ma in carriera, crono che tradotto in distacco sul secondo, Nico Rosberg, ha significato 575 millesimi, ovvero più di mezzo secondo.

Mercedes vs Mercedes. Perché nel confronto Mercedes vs Altre l’evidenza cronometrica  continua ad essere mortificante per il ghota di ingegneri che non lesinano sforzi pur di ascendere alla vetta dell’Olimpo degli dei di Stoccarda. Sul podio a dirigere la sua sinfonia ungherese, la Quinta (record di Michael Schumacher uguagliato) in attesa di concludere, domani, con il crescendo della Quinta vittoria nel gran premio magiaro, Hamilton ha impresso al suo metronomo una scansione ritmica che è passata da 1’25″141 delle libere 1 a 1’23″949 della seconda sessione, per accelerare con 1″22″997 della terza prima di concludere con il crono della pole che ha superato di oltre 6 decimi il tempo sottoscritto dal poleman 2014 Rosberg. Senza perdere il ritmo nel primo taglio della qualifica con 1’22890 e nel secondo con 1’22″285.

Le verità svelate riguardano soprattutto Ferrari e Red Bull, la seconda forza del campionato e la quarta. Se non ci fosse la Mercedes, la prima e la terza. Purtroppo c’è la Mercedes. La Ferrari dopo le preoccupazioni di vario genere che venerdì hanno afflitto i due piloti ha in qualche modo trovato lo spunto per legalizzare il terzo posto di Sebastian Vettel, a 719 millesimi da Hamilton. Per una seconda fila che il quattro volte campione del mondo condivide con l’ex compagno di squadra Daniel Ricciardo, quarto a 754 millesimi, 40 in più rispetto al ferrarista. Il siculo-calabro-australiano nel ricordo della vittoria a sorpresa dell’anno scorso (la seconda sulle tre in totale della stagione) ha preso un impegno con se stesso ed il team. Farsi un’altra sorpresa. Ha intanto creato la premessa. Domani è un altro giorno. Si vedrà.

La mano del Destino ha creato un’enclave finlandese nella terza fila. Riservandola alla Ferrari di Kimi Raikkonen, quinto a 1″000, e alla Williams di Valtteri Bottas, sesto a 1″202. 202 millesimi di differenza per stabilire una certa gerarchia almeno in griglia. Forse nel rispetto dei 36 anni di Iceman, 10 in più del connazionale. Entrambi al centro dei rumors del paddock.  Valtteri arriverà a Maranello al posto di Kimi nella stagione 2016? Una verità che sarà svelata forse dopo il Gran Premio d’Italia in calendario il 6 settembre e che sarà il  tormentone della vacanza estiva che il Circus si concederà da quì a Spa-Francorchamps (ripresa delle ostilità il 23 agosto).

Verità svelate e sottoscritte dagli altri piloti Red Bull e Williams. Ovvero Daniil Kvyat e Felipe Massa. Condomini della quarta fila. Il russo settimo a 1″312, il brasiliano ottavo a 1″517. Condizionato dal ricordo dal drammatico incidente del 2009 per concedere più di 3 decimi al compagno di squadra?

Il pomeriggio ungherese ha rimesso a lucido le ambizioni di Max Verstappen ed ha regalato un sorriso a Romain Grosjean. Il pilota della Toro Rosso, finalmente davanti al compagno di squadra Carlos Sainz (12mo), ha ottenuto il nono posto a 1″659, quello della Lotus il decimo a 2″161, Distacco abissale dalla Mercedes in pole nonostante la power unit Mercedes ma sempre meglio del 14mo posto in griglia del compagno di squadra Pastor Maldonado.

Verità svelata anche per Force India e McLaren. Il team di Silverstone ha finito la carica ricevuta dalla vittoria alla 24 ore di Le Mans di Nico Hulkenberg, tant’è che il tedesco si è fermato in Q2 con l’11mo tempo. In buona compagnia del compagno di squadra Sergio Pérez 13mo. Entrambi con l’attenuante (generica) dell’handicap causato venerdì dal cedimento della sospensione posteriore destra sulla monoposto del messicano che ha costretto a rinforzare la struttura alterando di fatto l’aerodinamica per rendere più stabile le macchine.

Il team di Woking ormai fa tenerezza tenuto conto che i dannati del Surrey sono due campioni del mondo che insieme sommano tre titoli. Jenson Button ha spremuto tutto quello che c’era da spremere per fermarsi in Q1 col sedicesimo tempo. Fernando Alonso, commovente, è stato buggerato una volta di più dalla power unit Honda che lo ha lasciato in mutande in Q2 quando il due volte campione del mondo stava cavalcando l’idea, possibile, di fregare Grosjean ed entrare in Q3. Sarebbe stato un miracolo!

Domani la gara. Partenza ore 14:00. Hamilton o Rosberg. O…