F1 GP Ungheria. Trionfa la Ferrari con Vettel. Grazie sfortunato Raikkonen!

Seconda vittoria stagionale per il tedesco, la prima volta in Ungheria, 41 in carriera come Senna. La MGK della power unit ferma Raikkonen, fulmine in partenza come il compagno di squadra, splendido secondo fino al 49mo giro costretto al ritiro. Al 43mo giro Hulkenberg "chiama" in pista la safety car e alla ripresa 6 giri dopo succede il finimondo che sconvolge l'ordine d'arrivo.

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Seconda vittoria stagionale per Sebastian Vettel. La prima volta in Ungheria, 11 anni dopo la vittoria Rossa di Michael Schumacher. 41ma in carriera, come Ayrton Senna. Dedicata a Jules Bianchi. L’estasi di una doppieta Ferrari si è spenta al 41mo giro quando Kimi Raikkonen, splendido secondo e fulmine in partenza come il compagno di squadra, ha annunciato al team radio

“sto perdendo potenza”.

La MGK della power unit in evidente affanno ha costretto il finlandese al triste ritiro al 57mo giro.

Abbiamo vissuto il 30mo Gran Premio d’Ungheria in apnea dal primo al 69mo giro (non 70 perché Felipe Massa, poi penalizzato di 5 secondi, rimettendosi in griglia dopo il warm up si è posizionato fuori piazzola). Stropicciandoci gli occhi. Sogno o son desto? Vedendo le due Ferrari “fumarsi” in partenza le due Mercedes che muovevano dalla prima fila e prendere la testa della corsa. Contando preda dell’ansia il trascorrere dei giri. Nutrendo d’adrenalina pura la speranza d’una stupenda doppietta alla faccia di chi vorrebbe Iceman lontano da Maranello a fine stagione. Sono stati 41 giri stupendi. Quando Raikkonen ha dato l’annuncio al team radio è stata una pugnalata dritta al cuore. E il ritiro al 57mo giro è stato come assistere ad un funerale in un giorno di festa.

L’apnea è continuata. Il miglior Enzo Maiorca non ci sarebbe riuscito. L’adrenalina ha toccato la soglia dell’insostenibile dal 43mo in poi quando la Force India di Nico Hulkenberg in curva 1 a causa d’un cedimento strutturale che ha semidistrutto lì’anteriore è andata a sbattere contro le barriere innescando prima la safety car virtuale e in rapida sequenza chiamando in pista quella su quattro ruote. Che ha “consigliato” tutti al secondo cambio gomme per arrivare al traguardo e ricompattato minacciosamente gl’inseguitori alle spalle di Sebastian Vettel. Alla ripresa, sei giri dopo, si è scatenato il finimondo che ha sconvolto l’ordine d’arrivo a causa d’una serie di autoscontri con inevitabili drive through per i focosi protagonisti (Hamilton, Maldonado, Kvyat) che hanno sgomitato eccessivamente per accaparrarsi il maggiore bottino possibile o con  non programmati rientri per cambiare le parti danneggiate (Ricciardo, Rosberg, Hamilton).

Il più focoso è stato Daniel Ricciardo che alla ripresa delle ostilità prima ha ingaggiato un duello rusticano con  Hamilton e Bottas (foratura) e a 5 giri dalla fine con Rosberg in quel momento secondo e virtuale leader della classifica iridata con 1 punto di vantaggio su Hamilton. In questo sorpasso da stutman l’australiano ha danneggiato l’ala della Red Bull, è stato costretto a rientrare per sostituirla ed ha lasciato la seconda posizione saldamente in mano al compagno di squadra Daniil Kvyat (primo podio in carriera per il russo di Roma), ha provocato la foratura della posteriore sinistra nella Mercedes del tedesco rientrato al box per la sostituzione. Operazione che l’ha spedito dritto dritto dal secondo all’ottavo posto mentre Hamilton ha concluso al sesto e s’è tenuta la leadership.

Il terremoto catastrofico ha dato tranquillità a Vettel, dominatore solitario della gara, ed ha assestato l’incredibile, ma vero, ordine d’arrivo con le Red Bull di Daniil Kvyat, secondo, e Daniel Ricciardo, terzo, alle spalle della Ferrari ed ha concesso alla McLaren di avere Fernando Alonso al quinto posto (Max Verstappen quarto) e Jenson Button nono (Hamilton sesto, Grosjean settimo, Rosberg ottavo). Anche la Sauber è sopravvissuta al sisma. Ericsson ha concluso al decimo posto.

Disastro Mercedes. Trionfo Ferrari. Ci siamo persi l’apoteosi. Ma grazie Raikkonen per la gioia che ci hai regalato. Ora in vacanza fino al 23 agosto. Appuntamento al Gran Premio del Belgio.