C’erano anche Carlos Sainz, Brendon Hartley e Marcus Ericsson, ma a parlare è stato inevitabilmente Lewis Hamilton. Questa in sintesi la conferenza stampa inaugurale del Gp degli Stati Uniti 2017 di Formula 1, con il britannico della Mercedes concentrato sulla gara che lo può consacrare campione del mondo per la quarta volta in carriera e punzecchiato su Donald Trump.

Con la vittoria in Giappone, Lewis si è messo a distanza di guardia i diretti rivali: Vettel è a -59, Bottas a -72, Ricciardo a -114. Numeri alla mano, diventerà campione del mondo già domenica prossima se vince e Vettel non va oltre il sesto posto, oppure arriva secondo, Vettel non va oltre il nono posto e Bottas non vince.

Vettel è stato un avversario forte per tutta la stagione. Hanno avuto problemi tecnici ultimamente, ma immagino saranno forti per tutto il weekend. Ecco perché per me non cambia nulla nell’approccio alla gara. Parlare della vittoria qui, in questo fine settimana, è piuttosto sciocco. Vettel sarà molto forte e veloce, io sono concentrato e non mi frega di vincere qui il titolo. Lo è invece vincere la gara, anche con la pressione per ciò che sta accadendo in questo Paese.

Hamilton ha risposto anche alle domande sulla protesta di ormai sempre più atleti statunitensi di colore da settimane in contrasto con Donald Trump: “Ho sentito molte persone in questo periodo, c’è un movimento ampio che rispetto ed è straordinario. Lo sostengo, ma io sono qui per vincere la gara e mi sto concentrando solo su questo”.

Carlos Sainz all’esordio con la Renault: “La macchine del 2018 saranno un’evoluzione di quelle di quest’anno. Gareggiando con questa capirò molte cose per la prossima stagione. È molto positivo conoscere tutto il team ora, per arrivare il più preparato possibile al 2018. Quanto potrò essere vicino a Hulkenberg non lo so, lavorerò passo dopo passo sperando di arrivarci il prima possibile”.

Al debutto in F1 Brendon Hartley, il neozelandese della Toro Rosso (qui l’articolo che racconta chi è): “Non vedo l’ora di andare in pista. Ho controllato dati e lavorato al simulatore, ora aspetto le libere e lavorerò in prospettiva gara. Sono già stato in F1 a 18 anni. Ero giovane e ho fatto alcuni test. Avevo subìto la pressione, e raccolti i cocci sono andato in altre categorie perché non ero pronto”.

Buone notizie, infine, in casa McLaren, con Fernando Alonso che ha finalmente rinnovato il contratto anche per la prossima stagione. La spagnolo ha deciso quindi di non andare via, continuando a fare coppia con il confermato Vandoorne e sperando in un futuro migliore dopo la brutta esperienza con la power-unit Honda.