F1 GP Usa. Grazie Nico: Hamilton tre volte campione del mondo. Vettel terzo

Una pazza gara con colpi di scena continui e un finale imprevedibile. Un errore al 48mo giro di Rosberg regala ad Hamilton la vittoria e il titolo iridato quando mancano tre gare al si chiude. Vettel strepitoso dal 13mo al terzo posto e nel finale tenta di agguantare il secondo. Raikkonen ritirato al 24mo giro. Verstappen quarto, Sainz dal 20mo al sesto posto.

hamilton campione del mondo 2015 f1

Addio alle armi. Saluta mestamente Nico Rosberg mentre Lewis Hamilton festeggia il terzo titolo iridato eguagliando il suo idolo Ayrton Senna. Aveva la vittoria in pugno l’eterno secondo di Casa Mercedes e l’ha regalata al nemico con un errore al 48mo giro. Secondo errore. Il primo l’aveva commesso in avvio di gara facendosi superare non solo da Hamilton ma anche da Kvyat, Ricciardo e Pérez. Si era riabilitato costruendo la rimonta fino ad arrivare al primo posto al 21mo giro sognando orizzonti di gloria con colpi a raffica di giri veloci in gara (cinque volte tra il 22mo, partendo da 1’46″148,  e il 49mo giro fino al definitivo 1’40″668) prima di ripiombare nell’abisso della disfatta. Quest’anno come l’anno scorso. Secondo a 2″850.

Te la dò io l’America. Carissima Ferrari. La dedica di Sebastian Vettel ha eccitato persino il tenebroso e impenetrabile team manager Maurizio Arrivabene il quale quando il tedesco ha raggiunto il terzo posto (a 3″381) è stato colto dall’indiscreto obiettivo della telecamera nel gesto dell’ombrello eloquente nel definire il sorpasso di Vettel su Max Verstappen. Partito 13mo, effetto inevitabile dell’utilizzo della quinta power unit, Vettel ha condotto sin dall’inizio una gara d’assalto all’arma bianca calando fendendi letali su tutti quelli che trovava sulla sua inarrestabile ascesa.

Purtroppo Kimi Räikkönen autore anch’egli di una perentoria rimonta dal 18mo posto di partenza (stessa penalizzazione inflitta a Vettel) all’ottavo dopo il cambio gomme al 19mo giro  con le Medium ha perso il controllo della monoposto in curva 7 ed è finito contro le barriere di protezione. Rientrato al 15mo posto dopo il cambio dell’ala si è ritirato al 24mo giro perché la macchina non aveva più la stabilità necessaria.

Il Toro (Rosso) infuriato di Faenza ha preso a cornate un bel po’ di gente manco quello autentico di Pamplona il giorno di San Firmino. Verstappen scattato dall’ottava casella in griglia ha conquistato autorevolmente il quarto posto (+22″359), e Sainz partito dal 20mo e poi gravato anche da 5 secondi di penalizzazione per una scorrettezza è risalito al settimo (+30″619) preceduto dal coriaceo Pérez con la Force India (quinto a 24″413) che respira già l’aria di casa (in Messico si correrà l’1 novembre) e da Button il quale ha regalato alla McLaren un sesto posto (+28″058) di grande valore (Alonso abbandonato dal motore Honda ha perso persino il decimo).

Scomparsi dalla scena i due compari della Red Bull che nella prima parte di gara avevano compiuto sfraceli al punto che Ricciardo s’era bevuto Hamilton ed era balzato in testa. Kvyat ha sbatacchiato contro le barriere al 42mo giro, Ricciardo ha rimediato il decimo posto (+53″371) ma solo grazie all’anemico motore Honda della McLaren di Alonso.

Maldonado e la Lotus gioiscono per l’ottavo posto (+32″273), Nasr e la Sauber nella gioia gli sono buoni compagni con il nono (+40″257). Non pervenuti i due della Williams. Ritirati prima Bottas poi Massa.

A proposito. Si è corso su pista all’inizio umida e poi asciutta. Patricia ha finito di rompere. La Safety Car ha avuto il suo bel da fare chiamata in causa in quattro circostanze.