Hamilton come Senna. “Non riesco a esprimere quello che provo, devo ringraziare il team e tutto quello che ha fatto per me e anche la mia famiglia”. Vettel: “Alla fine avevo una macchina in grado anche di raggiungere il secondo posto”.

HAMILTON-USA

La copertina del nostro dopo gara è per lui che piange di gioia per il tris iridato.

“Spero di aver divertito tutti con un bello spettacolo. Non riesco a esprimere quello che provo, devo ringraziare il team e tutto quello che ha fatto per me e anche la mia famiglia. Ho pensato molte volte che non ce l’avrei fatta, ma non ho mai smesso di crederci. Ho spinto e alla fine ho vinto. Non bisogna mai mollare ma inseguire sempre i propri sogni e i propri desideri. Sto pensando a mio padre ed io che tornavamo a casa cantando We are the champions. Se sono campione del mondo tre volte lo devo a lui e alla mia famiglia”, Lewis Hamilton.

Il nemico sconfitto se ne sta in disparte mogio mogio a guardare la gioia ch’egli da due anni non riesce a provare. Succedono tutte a lui? Ma questa volta non può incolpare nessuno.

“Peccato per quel lungo. Avevo la gara saldamente in mano. Avevo ricostruito tutto dopo la dissennata partenza. Quasi una beffa. Ci proverò ancora l’anno prossimo”, Nico Rosberg.

Aria di festa in Casa Ferrari nonostante il ritiro di Kimi Räikkönen.

“Stiamo dimostrando i progressi compiuti. La decisione di utilizzare la quinta power unit a quattro gare dalla conclusione si è rivelata una scelta vincente. Sebastian è un grande. UN altro giro e prendeva anche Rosberg”, Maurizio Arrivabene team principal.

Soddisfatto e proiettato nel futuro. Alle prossime tre gare ma soprattutto alla prossima stagione.

“E’ andato bene tutto, dall’inizio alla fine. Soprattutto la strategia e la scelta del quando cambiare le gomme e quale mescola utilizzare. Alla fine avevo una macchina in grado anche di raggiungere il secondo posto. Ma i giri erano finiti. Siamo sul podio. Questo conta”, Sebastian Vettel.

Non dirà mai è colpa mia. Non lo ha mai detto. Lui è fatto così. Soprattutto lui è Iceman ed anche quando parla sembra che sia da un’altra parte del mondo.

“Una buona gara in rimonta fino al cambio gomme. Non ho sentito più il grip e sono andato in testa-coda. Ho cercato di tenermi lontano dalle barriere. Ho cambiato l’ala ma dopo mi sono reso conto che la macchina non aveva più stabilità”, KimiRäikkönen.

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