Dopo cinque gran premi di astinenza Lewis Hamilton torna sul gradino più alto del podio. Una vittoria inseguita dal GP di Germania che porta Lewis a cifra tonda: 50 vittorie a -1 da Alain Prost. La chiamata alle armi digitale che rende Hamilton un personaggio della nuova release di “Call of Duty” trova riscontro pratico in pista e sul circuito texano dove lo scorso anno vinse il terzo titolo mondiale non ha deluso le aspettative dominando un gara avida di sussulti.

Gettate al vento le strategie con pit stop stra-anticipati in barba ai suggerimenti Pirelli sulla durata delle mescole, in pista si vedono indiani, cowboy e sceriffi.

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Le Stelle d’Argento vigilano dall’alto della loro supremazia. Lo sceriffo Hamilton finalmente parte bene al via e dalla prima posizione non si schioda. Il vice-sceriffo Nico Rosberg viene infilato alla partenza da Daniel Ricciardo, ma lo beffa al giro 31 con un pit-stop in regime di virtual safety-car dovuta al ritiro di Max Verstappen per un problema al cambio prendendosi quel secondo posto che in ottica Mondiale vale tanto quanto una vittoria.

Da bravi cowboy rudi e impetuosi quelli della Red Bull provano a chiedere rispetto. Ricciardo ci era anche riuscito, ma come si diceva è stato beffato da Rosberg e si è dovuto accontentare del terzo posto, piazzamento utile per far bere dalla sua scarpa Gerard Butler.

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Sempre meglio di quanto successo al compagno di ranch, che oltre al ritiro è stato protagonista di una topica incomprensione con il proprio box entrando per un pit-stop senza aver avvisato e trovando tutti impreparati. Viene anche da chiedersi: al box Red Bull cosa guardavano? Tra monitor e GPS è assurdo “perdere” un pilota.

I pellerossa della Ferrari hanno provato l’assalto al podio, senza alcun successo. Sebastian Vettel è riuscito ad ottenere la quarta posizione, mentre Kimi Raikkonen è stato costretto al ritiro immediatamente dopo il terzo pit-stop per un problema a un dado di una gomma. Un vero peccato per Iceman. Nella prima parte della gara ha spinto così forte tanto da stampare il miglior giro, scippatogli da Vettel solo al penultimo giro.

Sul podio ci sono quindi il Buono, il Brutto e il Cattivo. Ma non è questo l’ordine, altrimenti Hamilton pensa di essere quello buono.

Approfittando dei ritiri di Verstappen e Raikkonen (gli altri ritirati sono Hulkenberg e Gutierrez), chiudono la top ten uno strepitoso Fernando Alonso (5°), Carlos Sainz con una sorprendente Toro Rosso (6°), Felipe Massa con la Williams (7°), Sergio Perez con la Force India (8°), Jenson Button con l’altra McLaren (9°) e Romain Grosjean, il quale nel giorno del suo 100esimo gran premio riporta a punti la Haas nella gara casalinga dopo un digiuno che durava dal GP d’Austria.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GP DEGLI STATI UNITI.

LA CLASSIFICA PILOTI.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.