F1 Gran Premio Ungheria. Prima giornata nel segno di Hamilton. La Red Bull dà segni di vita

Mercedes in pole provvisoria con l'inglese: 1'23"949. Rosberg quarto a 719 millesimi. Secondo Daniil Kvyat (+351) e terzo Daniel Ricciardo (+502) la cui power unit però è andata in fumo. La Ferrari quinta con Kimi Raikkonen col solito distacco di 1"185 e settima con Sebastian vettel (+1"711).

HAMILTON-UNGHERIAContradditorio, surreale, bugiardo, illusorio. Falso. Come un Rolex proposto con arte sopraffina da un pataccaro specializzato. E’ il venerdì del Gran Premio d’Ungheria, decima gara della stagione di F.1, che si corre domenica per la 30ma volta sull’Hungaroring.

Uno solo può essere ritenuto indenne da inquinamento prestazionale. Lewis Hamilton, quattro volte vincitore sul circuito magiaro, titolare della pole position provvisoria con 1’23”949 mentre la Mercedes di Nico Rosberg si è fermata sulla soglia del quarto posto niente meno che a più di sette decimi. Tra i due una zombie rivitalizzata dall’aria salubre dell’Hungaroring memore della strepitosa vittoria a sorpresa ottenuta l’anno scorso, ovvero la Red Bull.

Che però non ha potuto neanche godere appieno dell’euforia per il secondo posto (+351 millesimi) di Daniil Kvyat e il terzo (+502) di Daniel Ricciardo (il vincitore 2014) che la power unit Renault montata sulla monoposto del siculo-calabro-australiano è andata in fumo sul più bello esponendo domani il pilota ad una penalizzazione in griglia se dovesse sostituirla.

Nell’atmosfera surreale la Ferrari si è trovata a suo agio in contraddizione con le promesse che fa il venerdì per smentirsi 24 ore dopo. Niente sfraceli solo annunciati. Quinto posto (+1”185) con Kimi Raikkonen (in mattinata penalizzato da un cedimento strutturale dell’ala anteriore), settimo (+1”711) con Sebastian Vettel, appiedato da misteriosi problemi durante le libere 1, impegnato ad imitare l’etoille della Scala durante le libere 2 con frequenti testa-coda per fortuna solo spettacolari.

Tra i due ferraristi Carlos Sainz, sesto a 1”650, ben lontano dall’11mo posto del compagno Max Verstappen (11mo) che ha girato poco causa problemi alla fine risolti. Ottavo (+1”803) con la rabbia da smaltire Fernando Alonso, meglio del compagno di squadra Jenson Button la cui McLaren si è fermata al 12mo posto. La Williams, che in teoria su questo circuito tutto curve e un solo breve rettilineo non dovrebbe potere fare la spavalda come nelle ultime tre gare, mimetizzazione a parte è stata confinata al nono posto (+1”932) di Valtteri Bottas e al decimo (+1”971) di Felipe Massa.

I piloti della Lotus e della Force India si sono visti per dovere di firma. La Lotus ha rischiato di non partecipare alla gara per la mancata consegna delle gomme da parte della Pirelli causa alcune fatture non saldate. Pastor Maldonado 13mo, Romain Grosjean 15mo.

La Force India, dopo il drammatico e spettacolare incidente in mattinata occorso a Sergio Pérez che ha fatto temere un’altra tragedia dopo quella di Jules Bianchi a Suzuka, a causa del cedimento strutturale della sospensione posteriore destra che ha innescato un patatrac con le barriere e il capottamento della monoposto (distrutta, pilota uscito illeso dai rottami dopo i primi attimi di panico) ha deciso di svolgere un approfondita indagine. Pérez e Nico Hulkenberg nel pomeriggio sono rimasti al box a guardare gli altri girare.

Domani libere 3 alle ore 11:00 e qualifiche alle ore 14:00.