Il Canada in F1 richiama subito alla mente il pilota forse più amato della storia, frutto di questa terra: Gilles Villeneuve. A lui è dedicato il circuito su cui domenica verrà disputato il prossimo Gp e dove è stato grande protagonista durante la sua breve ma intensa carriera in Ferrari, prima del tragico incidente di Zolder nel 1982 che gli spezzò la vita.

È una pista selettiva e veloce che ha marchiato con il suo timbro la presenza del Canada in F1 dopo l’uscita di scena dei tracciati di Mosport e Mont-Tremblant a fine anni Settanta, caratterizzati da una forte pericolosità a causa di scarse misure di sicurezza.

Anche il “Gilles Villeneuve” è un percorso che può diventare insidioso per l’incolumità dei piloti. A testimoniarlo sono tre brutti incidenti occorsi a Jean Pierre Jabouille, Olivier Panis e Robert Kubica, rispettivamente nel 1980, 1997 e 2007 a seguito dei quali gli stessi hanno rischiato di lasciarci le penne. I due francesi hanno riportato fratture alle gambe mentre quello che se l’è cavata meglio di tutti, nonostante la spaventosa spettacolarità del crash, è stato il polacco Kubica.

A seguito di questi episodi, sono state aumentate le vie di fuga e la pista, da qualche anno a questa parte, si presenta certamente più sicura. Ma prima dell’avvento del circuito di Montreal, che successivamente rese omaggio al suo campione, il Gp del Canada iniziò a regalare grandi emozioni già nel 1977 a Mosport grazie al corpo a corpo Hunt-Andretti per la leadership della gara.

L’inglese della McLaren affiancò l’italo-americano della Lotus per mezzo giro prima di riuscire a superarlo con una manovra ardita, ma ad arrivare per primo al traguardo non furono clamorosamente nessuno dei due in quanto si dovettero ritirare per cause diverse. Vinse Jody Scheckter.

L’anno dopo esordì Montreal e non ci poteva essere battesimo migliore per la pista che sarebbe divenuta il palcoscenico abituale del Gp del Canada. L’8 ottobre del 1978, infatti, Gilles Villeneuve vinse proprio qui sull’isola di Notre Dame la sua prima gara in F1. E “rischiò” un altro grande trionfo nel ’79 dopo uno splendido testa a testa con Alan Jones, che ricordò quello tra Hunt e Andretti due anni prima. Il pilota australiano della Williams salì sul gradino più alto del podio ma Villeneuve, ossequioso al suo stile funambolico, si battè come un leone prima di cedere le armi.

Anche l’edizione del 1980 fu particolarmente bollente, sempre con Jones in primo piano che al via si scontrò con Piquet, suo contendente per la conquista del titolo mondiale, provocando un tamponamento a catena che impose la sospensione della gara. Il brasiliano ebbe parole di fuoco contro Jones, reo a suo avviso di aver generato l’incidente. Alla seconda partenza, però, Piquet superò di slancio Jones e condusse il Gp per 23 giri fino alla rottura del motore. Quest’ultimo, a quel punto, ebbe strada libera. Passò in testa e vinse gara e campionato.

Duelli a parte, il Gp del Canada ha spesso regalato competizioni avvincenti e combattute fino all’ultimo metro per la vittoria finale con diversi colpi di scena. Tra questi spiccano il ritiro al giro conclusivo di Nigel Mansell nell’edizione del 1991 quando aveva la vittoria in tasca e già salutava il pubblico per festeggiare e l’altrettanto palpitante gara del 1995.

In quest’ultima occasione la sfortuna si abbattè su Michael Schumacher, nettamente primo per più di metà gara e costretto improvvisamente ai box per problemi elettronici al cambio che spianarono la strada al primo e unico successo in F1 di Jean Alesi. Prima e unica volta, aggiungiamo, che la dea bendata rivolse il proprio benefico sguardo al pilota francese della Ferrari, da sempre in credito con la buona sorte.

I Gp del Canada più incerti si disputarono, invece, nel 1998 e nel 2011, anni in cui ad aggiudicarsi la vittoria furono Schumacher e Button. Il primo, correndo come un pazzo in perenne recupero tra safety car e stop and go. Il secondo, sfoderando astuzia, accortezza, nervi saldi e grinta sotto la pioggia in una gara difficilissima e complicata, la più lunga della storia della F1, con la minor velocità media e il numero di sorpassi più elevato di sempre, ovvero 89.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.