Il Gp d’Europa risale alla notte dei tempi sia per quanto riguarda la F1 che per la storia stessa delle corse automobilistiche. La sua prima edizione, infatti, venne istituita nel 1923 dall’Aiacr (Associazione internazionale degli Automobil Club riconosciuti), l’antesignana dell’attuale Fia, e veniva abbinata alla gara ritenuta più importante dell’anno. In quell’occasione teatro della competizione fu il circuito di Monza con il Gp d’Italia/d’Europa vinto dalla Fiat di Carlo Salamano.

Un titolo onorifico e prestigioso, dunque, che questo appuntamento mantenne fino al 1977 con l’ingresso nel calendario ufficiale della F1 fin dalla sua nascita, nel 1950.

Dal 1983, infatti, il Gp d’Europa avrebbe avuto valore a sé diventando a tutti gli effetti una gara indipendente e autonoma. Di particolare importanza è stato l’evento del 1950, che si sposò con l’avvio del Campionato mondiale di F1. Si tratta del Gp di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone conquistato da Nino Farina che, a fine anno, ottenne il titolo iridato dopo una bella lotta in famiglia con Juan Manuel Fangio.

Nel primo decennio ciò che caratterizzò lo svolgimento del Gp d’Europa furono le cosiddette vittorie “a coppie”. Allora, infatti, il regolamento consentiva a un pilota di lasciare la propria vettura a un compagno di squadra. Il gesto fu compiuto sia da Luigi Fagioli nel 1951 a vantaggio di Fangio e da Tony Brooks nel 1957 in favore di Stirling Moss. Il successo dei due Gp d’Europa, quindi, venne ascritto a questi quattro piloti.

E proprio uno degli avvicendamenti permessi in quell’epoca risultò decisivo per l’assegnazione del campionato del mondo nel 1956 quando, come nel 1923, il Gp d’Europa coincide con quello d’Italia a Monza. Fangio accusa un problema tecnico ed è costretto al ritiro. A quel punto il Mondiale sembra svanito ma, inaspettatamente, il compagno Peter Collins si ferma ai box lasciando la sua Ferrari al campione argentino affinché possa rientrare in pista e terminare al secondo posto, che gli basta per fregiarsi dell’iride.

Il 1962 è un altro anno da ricordare per il Gp d’Europa, che si svolge in Olanda sulla pista di Zandvoort e che festeggia la prima affermazione in F1 di Graham Hill al volante della Brm. Ci sono poi altre due stagioni da incastonare nella memoria storica di questo appuntamento. Si fa riferimento al 1975 e al 1977.

Nel primo caso si corre in Austria sotto una pioggia battente. Dalle nuvole d’acqua di una gara difficile e complicata emerge la March di Vittorio Brambilla. Due anni dopo, invece, mai abbinamento diviene più azzeccato del Gp d’Europa con il Gp di Gran Bretagna in quanto accadono due eventi storici che si materializzano in altrettanti esordi, quello della Renault a motore turbo e quello di Gilles Villeneuve alla guida della Mclaren. Il turbo francese e il pilota franco-canadese saranno grandissimi protagonisti negli anni successivi.

Dal 1983, come accennato, il Gp d’Europa acquista uno status autonomo e dieci anni dopo sarà testimone di una delle più belle gare della storia della F1: la famosa corsa di Donington Park in cui Senna con la modesta Mclaren-Ford umilierà tutti (Williams e Prost in primis) nel valzer tra pista asciutta e umida.

Nel 1995, invece, tiene banco al Nurburgring lo stupendo duello tra Schumacher e Alesi con il francese della Ferrari superato di forza dal tedesco nei giri finali dopo un furioso recupero.

Due anni dopo il Gp d’Europa ritorna a decidere il mondiale rappresentando l’ultima prova del campionato. È la gara del botto Schumacher-Villeneuve che consegnerà il successo finale a quest’ultimo e la squalifica al campionissimo della Rossa.

Il circuito cittadino di Baku.
Il circuito cittadino di Baku.

Negli ultimi decenni il Gp d’Europa ha fatto la spola tra le piste del Nurburgring e di Valencia per approdare, quest’anno, a Baku in un’ambientazione completamente nuova, così come il circuito ricavato tra le strade della capitale dell’Azerbaigian.

Dopo l’ennesima vittoria gettata alle ortiche in Canada grazie ad una tattica folle, la Ferrari cerca nuovamente riscatto per timbrare il primo successo dell’anno. Non si sa quanto possa valere visto che ormai la sfida per il titolo 2016 è sempre più nelle mani dei due piloti Mercedes, Rosberg ed Hamilton.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.