Michael Schumacher vittorioso sul podio del Gp di Spagna del 2002.

Come si verifica ormai da molti anni, il Gp di Spagna inaugura la stagione europea della F1 e mai come in questa occasione si tratterà di una gara particolarmente importante ed incisiva. Considerando, infatti, l’andamento delle prime quattro gare del Mondiale una vittoria della Mercedes o della Ferrari sarà particolarmente significativa, ma per ragioni diverse.

Se Rosberg dovesse centrare il quinto successo consecutivo del 2016 confermando questo travolgente inizio di campionato, allora la lotta per il titolo diventerebbe un affare privato tra i due piloti delle frecce d’argento tagliando fuori sostanzialmente la Ferrari. Certo, non sul piano matematico in quanto ci sono ancora tanti punti in palio ma in concreto sì, perché darebbe la quinta stangata alle speranze iridate del Cavallino confermando, a livello soprattutto psicologico, l’indiscussa superiorità della Mercedes.

Con un’altra vittoria tedesca (di Rosberg in particolare), a Maranello inizierebbero a perdersi le motivazioni per proseguire la bagarre per il campionato avendo il morale sotto i tacchi, già molto provato dagli esiti negativi finora registrati.

Dall’alto dei suoi 100 punti, Nico Rosberg comanda la classifica con 63 punti di vantaggio su Vettel ed è quindi logico pensare ad una sorta di ultima spiaggia già domenica. Viceversa se al pilota di punta della Rossa dovesse riuscire il colpo di vincere il Gp, a questo punto la stagione potrebbe prendere una piega diversa sia per una rimonta ai punti che per la consistente iniezione di fiducia che darebbe a tutto l’ambiente ferrarista, assetato di primi posti e non più di semplici piazzamenti.

Anche nel passato la Ferrari è stata protagonista del Gp di Spagna. Già nel 1951, quando la gara si correva a Pedralbes come ultima prova del Mondiale, Ascari ebbe la possibilità di battersi per il titolo ma la sua Rossa ebbe problemi di gomme e alla fine dovette lasciare lo scettro all’Alfa Romeo di Fangio.

Ma il duello per eccellenza si verifica trent’anni dopo, nel 1981. È la celeberrima gara in cui Gilles Villeneuve con la prima Ferrari turbo della storia (la 126 CK) vinse tenendosi dietro la famosa muta di “cani rabbiosi” Jacques Laffite, John Watson, Carlos Reutemann ed Elio De Angelis. Non fu un successo come tanti bensì molto, molto speciale perché ottenuto su un tracciato, quello di Jarama, sfavorevole ai motori turbo dell’epoca, con una vettura scorbutica e con l’aggravante di dover contenere i continui assalti dei rivali ad ogni curva per tanti giri.

Una vittoria da campione, rimasta leggendaria, soprattutto perché in quella circostanza il pilota canadese diede forse la più grande dimostrazione di abilità di guida ai massimi livelli, senza commettere il minimo errore.

Cinque anni più tardi sarà un altro grande della F1 ad essere protagonista di un duello formidabile. È Ayrton Senna che nel 1986 a Jerez salirà sul gradino più alto del podio battendo in volata la Williams di Nigel Mansell con l’inglese beffato dal brasiliano sul traguardo per pochi centimetri, dopo aver compiuto una grande rimonta ed essersi fatto sotto ad Ayrton nell’ultimo giro. Uno dei tanti duelli “all’ultimo sangue” trai due piloti negli Anni Ottanta.

Senna sarà ancora sotto i riflettori nel 1990 e nel 1991. Nel primo caso per scrivere con Prost un’altra pagina della loro sfida epocale. Nel 1990 infatti, entrambi sono in lotta per il campionato con il francese costretto ad inseguire in classifica. Senna parte in testa e il ferrarista lo segue come un’ombra ma senza riuscire a superarlo. Ce la farà al cambio gomme involandosi verso la vittoria mentre Senna si ritirerà per la rottura del radiatore.

L’anno dopo il grande campione brasiliano se la dovrà vedere ancora una volta con Mansell ed è indelebile nella mente degli appassionati la sfida ruota a ruota tra i due sul lungo rettilineo del traguardo. Questa volta sarà l’inglese a spuntarla riscattando il 1986.

Da qui in avanti è Schumacher il nuovo primattore non solo della F1 ma anche del Gp di Spagna. Nel ’94 conclude secondo con una sola marcia, nel ’96 umilia tutti sul bagnato con la Ferrari e nel 2001, sempre con la Rossa, vince all’ultimo giro approfittando dello sfortunatissimo ritiro di Hakkinen, beffato dal motore. Michael vincerà anche nel 2002, 2003 e 2004.