La Formula 1 è la categoria principe del motorsport e come tale è certamente elitaria. I piloti faticano a entrare, e se non ci riescono per meriti sportivi è solo a fronte di un budget estremamente elevato portato in dote dagli sponsor. Le maggiori barriere d’entrata, però, riguardano i costruttori. Chi è già in Formula 1 partecipa alla stesura di regolamenti tecnici (molto complicati) e ha un vantaggio competitivo di valore inestimabile rispetto a chi non ne fa parte. Basti pensare alle difficoltà che ha incontrato Honda negli ultimi tre anni, e i giapponesi sono rientrati in Formula 1 solo un anno dopo l’introduzione delle power-unit.

Liberty Media e lo Strategy Group stanno valutando tante soluzioni per cambiare i regolamenti e rendere i motori meno complessi, così da attrarre potenziali nuovi costruttori. Uno di questi potrebbe essere Ford, che non ha nascosto di guardare ancora con interesse alla Formula 1 sebbene manchi con un team ufficiale dal 2005 e come motorista dal 2014.

“La potenza ibrida sarà rilevante per molti anni per Ford – ha spiegato Mark Rushbrook, boss della Casa statunitense –. Mai dire mai alla Formula 1, in particolare se verranno introdotti dei limiti di budget nel prossimo futuro. Purtroppo la riduzione dei costi in Formula 1 è alquanto relativa. Se i regolamenti stabiliscono un tetto massimo di spesa in un comparto specifico, i costruttori ci mettono un secondo a spostare risorse e investimenti su altre aree esenti da limitazioni”.