Una delle qualità della Ferrari schiacciasassi dei primi Anni 200 è stata l’affidabilità. Michael Schumacher ha fatto incetta di titoli grazie al suo innato talento, a una vettura velocissima e alla grande capacità di sviluppo della monoposto da parte della scuderia di Maranello, che svolgeva tantissimi test in pista con una squadra-prove diretta dall’ingegner Mazzola.

Soprattutto, però, Schumi vinceva anche perché la sua monoposto, a differenza di quella degli avversari, si rompeva raramente. E a spingere molto sulla valorizzazione dell’affidabilità fu il team principal della Ferrari di allora, Jean Todt.

A distanza di una quindicina d’anni, Todt è diventato presidente della Fia (è stato rieletto da poco) e ha totalmente cambiato punto di vista su affidabilità e test“Anche se la Mercedes non è sempre stata la macchina più veloce, Hamilton in media ha realizzato 20 punti per gara, perché le macchine sono troppo affidabili. Anche la Ferrari mi ha impressionato sotto questo aspetto. Io rimango fedele a ciò che ho già sostenuto: Ferrari e Mercedes sono state troppo affidabili. Per rendere le macchine così efficaci, i costi salgono alle stelle. Si richiedono test, lavoro al simulatore. È tutto troppo costoso. Non abbiamo bisogno di questo per il bene dello sport, ci serve l’esatto contrario”.

La sfida McLaren

La McLaren si sta preparando a una sfida completamente nuova in vista della prossima stagione. Dopo il fallimentare binomio con la Honda degli ultimi tre anni, la scuderia di Woking ha stretto una partnership con Renault, che oltre a metterla in diretta competizione con la scuderia della Casa francese la vedrà duellare, si spera ad armi pari, con la Red Bull, che nel 2017 si è portata a casa tre successi con Ricciardo e Verstappen.

“Non possiamo negare che siano stati tre anni difficili – ha detto Eric Boullier in un’intervista a Racer.com –. In pista è stato un periodo molto difficile, con tantissimi problemi, mentre in fabbrica ci sono stati alcuni aspetti positivi, molti più di quanto in realtà si possa pensare. Penso che la forza della McLaren sia quella di tenere la testa bassa e sono abbastanza impressionato e orgoglioso di vedere i nostri ragazzi delusi dai risultati ottenuti in pista negli ultimi tre anni. Questo vuol dire che le nostre ambizioni sono molto alte e che siamo pronti a dare tutto per essere all’altezza dei migliori già nella prossima stagione. La McLaren ha tutto dal punto di vista organizzativo e delle risorse per essere al top e raggiungere Ferrari e Mercedes già all’inizio del 2018”.

“Nella prossima stagione – ha aggiunto il racing director della McLaren – il primo confronto sarà innanzitutto con Renault e Red Bull, che avranno la nostra identica motorizzazione. Sarà fondamentale essere da subito più veloci di loro e dimostrare di essere all’altezza di lottare per i podi e le vittorie”.