Sebastian Vettel non sarà sanzionato ulteriormente per l’incidente con Hamilton a Baku. Nel giorno del suo trentesimo compleanno, il tedesco della Ferrari è stato chiamato dalla Fia per essere giudicato al di là del fatto sportivo. Arrivato nella sede di Parigi senza legali e in compagnia di Maurizio Arrivabene, Vettel ha chiesto scusa e si è assunto le proprie responsabilità, spiegando la dinamica del doppio contatto con Hamilton.

Ascoltato da una commissione composta dal presidente della Fia Jean Todt, dal vice presidente Graham Stoker, dal segretario generale Fia per lo sport Peter Bayer, dal responsabile della sicurezza Laurent Mekies e da Charlie Whiting, la Federazione ha quindi deciso di non procedere in alcun modo.

La vicenda si chiude (per modo di dire, è probabile ne parleremo sino alla fine della stagione) con una lettera pubblica di scuse.

“Cari fan del motorsport – esordisce Seb sul suo sito ufficiale – voglio spiegare il mio punto di vista in merito agli incidenti di Baku. Nel corso del giro di ripartenza sono stato sorpreso da Lewis e ho tamponato la sua monoposto. Col senno di poi, non credo che lui abbia agito in malafede. Nella concitazione del momento ho reagito in modo eccessivo e ci tengo a scusarmi con Lewis e con tutte le persone che stavano assistendo alla gara. Mi rendo conto che quanto accaduto non sia stato un buon esempio”.

“Non avevo alcuna intenzione di mettere in pericolo Lewis – si continua a leggere nella lettera aperta, che potete vedere nella foto qui sotto – ma capisco di aver causato una situazione pericolosa e per questo vorrei chiedere scusa alla Fia. Accetto e rispetto le decisioni prese in occasione della riunione di Parigi, nonché la sanzione imposta dagli commissari sportivi a Baku. Amo questo sport e sono determinato a rappresentarlo in un modo che possa essere un esempio per le generazioni future”.

La Fia ha comunque deciso di prendere provvedimenti “alternativi” nei confronti di Vettel, come l’inibizione dal ruolo di testimonial delle campagne sulla sicurezza stradale fino alla fine dell’anno e l’obbligo di dedicarsi alla formazione dei giovani piloti di Formula 2, Formula 3 europea e di un campionato locale di Formula 4.

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