Attacco frontale a Montezemolo che pure da presidente della Rossa ha portato in bacheca 6 titoli piloti e 8 costruttori. Dopo la buona stagione 2015 Marchionne spera di tornare a trionfare nel mondiale piloti a otto anni dall'ultimo successo firmato Kimi Raikkonen e in quello costruttori.

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Da quando è arrivato in Fiat ha fatto pulizia ovunque. Nei tre brand tutto è cambiato dall’oggi al domani e Fiat, Lancia e Alfa Romeo sono stati ristrutturate come Sergio Marchionne ha voluto. Lo stesso ha fatto in Chrysler dopo la fusione. Molti lo ritengono un despota ma le cose funzionano.

La Ferrari con lui presidente non poteva sfuggire al suo repulisti ed oggi Marchionne, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ne parla senza reticenze. Lui le cose non le manda a dire.

“Al mio arrivo ho dovuto fare pulizia. Non eravamo né competitivi né presentabili”.

Un pesante attacco al passato, anche se dice di non voler entrare nel merito. Ma non è così.

“E’ una Ferrari molto diversa da quando arrivai io nel 2014. Il momento più difficile è stato il primo mese, quando fui costretto a capire dove eravamo veramente nel panorama della Formula Uno. La prima mossa fu ripulire i ranghi, togliendo le ingerenze e rifocalizzando il team su quelle che erano veramente le cose importanti. L’arrivo di Arrivabene, in questo, ha aiutato molto”.

Attacco frontale a Luca Cordero di Montezemolo, che pure da presidente della Rossa ha portato in bacheca sei titoli piloti e otto costruttori.

“Quando sono uscite le nuove regole sull’ibrido, la Mercedes le ha capite subito. Noi le abbiamo interpretate alla carlona. Da quanto ho capito io, non c’era il motore necessario per vincere, la nostra power unit non era all’altezza e il telaio ovviamente aveva i suoi difetti”.

Il 2016 sarà l’anno del definitivo rilancio dopo la buona stagione 2015. Marchionne spera di tornare a trionfare nel mondiale piloti a otto anni dall’ultimo successo firmato Kimi Raikkonen (2007) e in quello costruttori (ultimo nel 2008).

“Parlavo con uno dei nostri grandi dealer e concordavamo sul fatto che un successo parziale come è stato il risultato della stagione 2015 ha ridato moltissima credibilità al marchio rinvigorendo il sistema. Perdere per 10 anni di seguito sarebbe una tragedia, una tragedia greca. Ora il vento è cambiato e con Arrivabene team principal la Rossa può tornare a togliersi grosse soddisfazioni. Il suo unico difetto è che non è un tecnico. Ma non so se sia un difetto o un pregio. Il vantaggio è che possiede l’abilità di fare squadra in modo bestiale. Lo fa visceralmente, fisicamente. Maurizio sa creare il gruppo e carica i suoi collaboratori come una molla. E dall’altra parte ci sono io che carico lui”.

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