L’anti-circuito per eccellenza, il nemico dei sorpassi. Ma è anche carico di storia, tradizione e fascino. L’unico modo per apprezzare davvero il Gran Premio di Monaco è trovarsi, almeno per un giorno, al lato della pista e godersi la vertiginosa sproporzione tra la larghezza del tracciato e la velocità delle monoposto.

I ricordi e gli aneddoti di questa gara sono migliaia. E tanti riguardano la Ferrari. Dalla prima vittoria nel 1952, che non era titolata per la F1 ma di corse con vetture Sport, al “tuffo” di Ascari, passando per l’impresa di Villeneuve nel 1981, gli anni magici di Michael Schumacher. Fino alla doppietta Vettel-Raikkonen dell’anno scorso.

Montecarlo è la pista dove può succedere di tutto, anche se tante volte non succede un bel niente. L’unico tracciato la cui distanza è inferiore ai 305 km “regolamentari”. Una trasferta vicina, ma nonostante ciò un rompicapo logistico, anche se i nuovi box inaugurati nel 2004 hanno semplificato il compito dei team. E quest’anno ci saranno altre novità nelle infrastrutture. Nuove anche le gomme, con il debutto della mescola Hypersoft.

E nuovi gli orari, anche se la partenza alle 15:10 si riavvicina alla tradizione di una gara che, non molto tempo fa, scattava alle 15.30. Di “vecchio”, anzi di storico, c’è tutto il resto: il contorno magico e la passione dei tifosi che accorrono per assistere a un weekend unico, anche nella durata: le prove libere iniziano il giovedì e venerdì ci si “riposa”. Perché il venerdì a Monaco è sacro e la pista riapre al traffico per un giorno.

A proposito della pista, nell’anteprima del Gran Premio di Monaco 2018 la Ferrari lascia svelare a Kimi Raikkonen qualche curiosità sul circuito cittadino più famoso al mondo. Ecco il video.