Nei giorni scorsi la McLaren ha svolto un test gomme con mescole più morbide rispetto a quelle attuali. Ma Pirelli pensa anche a introdurre una sesta mescola.

Il mondiale 2017 di Formula 1 è più vivo che mai, merito della lotta fra Sebastian Vettel Lewis Hamilton. Sebbene manchino ancora 10 gare alla conclusione, tutti i team stanno già pensando alla prossima stagione e il lavoro sul progetto delle nuove monoposto è già partito.

Anche la Pirelli, fornitore unico degli pneumatici, sta compiendo sforzi considerevoli in vista del 2018. Nei giorni scorsi, la McLaren ha svolto un test gomme che ha permesso alla Pirelli di raccogliere dati preziosi per indirizzare verso la via più corretta lo sviluppo delle gomme 2018.

Stando a quanto fatto filtrare da alcuni portavoce della Casa milanese, gli pneumatici provati nell’ultimo test sono più morbidi rispetto a quelli attuali. Il desiderio di Pirelli e della Fia, infatti, è quello di disporre di gomme più soffici che permettano di avere quasi sempre gare con un minimo di 2 pit-stop.

“Le mescole 2018 saranno più morbide – ha ammesso Mario Isola intervistato da Formula Passion –. Stiamo lavorando con le nostre 25 giornate di test proprio per sviluppare un prodotto migliore per il prossimo anno. Ora sono disponibili le vetture 2017, quindi possiamo fare delle prove più rappresentative (l’anno scorso Pirelli provò le gomme 2017 con monoposto del 2015 adattate alle nuove regole, ndr)”.

Isola ha inoltre rivelato una succosa novità in vista della prossima stagione. A differenza di quanto si potesse immaginare, Pirelli non ha intenzione di eliminare una delle cinque mescole da asciutto, al contrario il costruttore italiano sta seriamente pensando di introdurre una sesta mescola, così da differenziare sempre più la scelta fra un gran premio e l’altro.

“Ci vorremmo dirigere verso composti più morbidi, quindi per l’anno prossimo sviluppare una gomma che sia uno step più soffice – ha aggiunto Isola –. A me, più che ridurre, piacerebbe aumentare il numero delle mescole. Questo ci darebbe la possibilità, utilizzando tre composti per gran premio, di avere più libertà e più scelta, e quindi di centrare meglio le mescole per ogni specifica gara”.

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