Continua a tenere banco in Formula 1 la questione legata a un possibile utilizzo illegale da parte della Ferrari del sistema elettrico della power-unit. Dopo aver dichiarato legale il sistema di batterie legato all’ERS del propulsore del Cavallino, la Fia ha annunciato che anche nel prossimo appuntamento in Canada continuerà a monitorare il comportamento di questo componente. In un’intervista rilasciata al Daily Mail, il responsabile tecnico della Fia, Charlie Whiting, ha dichiarato che a muovere la richiesta formale di chiarimenti è stato il direttore tecnico della Mercedes, James Allison, su indicazione del motorista Lorenzo Sassi, entrambi al servizio della Ferrari prima di approdare a Brackley.

“La questione sulla presunta illegalità della power-unit Ferrari è stata alimentata da accuse infondate che hanno di fatto incendiato il paddock – ha spiegato Whiting –. Venivano da un ex motorista della Ferrari ora in forza alla Mercedes, ma le sue informazioni avrebbero dovuto rimanere segrete per tutta la durata del suo periodo di ‘gardening leave’. Se la Casa tedesca avesse avuto seri elementi per mettere in discussione l’operato della Ferrari, avrebbero potuto protestare in maniera ufficiale”.

Affermazioni che rischiano di mettere in cattiva luce la scuderia campione del mondo. Per questo motivo, Toto Wolff non ha preso bene la scelta di fare nomi e cognomi, e non ci ha pensato due volte nel sottolineare questo aspetto:“La Federazione ha rilasciato una dichiarazione pubblica su quanto accaduto nelle ultime settimane. È un loro diritto, non lo mettiamo in dubbio, ma non è stato emesso alcun giudizio, né c’è stato alcun reclamo da parte nostra e, di conseguenza, non è stata fatta alcuna inchiesta”.

“Il mio compito qui– ha aggiunto Wolffè di proteggere le persone che lavorano nella squadra, soprattutto se vengono tirati in ballo in contesti poco appropriati. Tutte le squadre fanno richieste alla Fia quotidianamente, quindi non vedo il perché sottolineare chi ha chiesto chiarimenti solo in questa situazione. Sarebbe stato sufficiente citare la squadra, senza scendere nel dettaglio dei nomi. Non contesto quanto fatto dalla Fia, ma solo questo tipo di approccio”.

Alle dichiarazioni di Wolff è seguita la risposta da parte di Charlie Whiting, che ha voluto precisare la sua posizione e quella della Federazione: “È sbagliato dire che non c’è stata alcuna investigazione. Più propriamente, abbiamo cercato di fare chiarezza sulla questione e siamo arrivati al punto che la MGU-K della Ferrari rispetti tutte le normative del regolamento tecnico. Ho parlato personalmente con Toto, non credevo che fosse un segreto quanto ho dichiarato durante l’ultimo weekend di gara a Montecarlo. Allison è venuto da noi, come fanno tutti gli ingegneri che ci chiedono informazioni, e ci ha detto che un nuovo membro del team che aveva da poco iniziato a lavorare per la Mercedes aveva messo in evidenza un qualcosa che la Ferrari avrebbe potuto fare. Per questo motivo siamo andati a fare dei controlli, ma è una cosa piuttosto normale nel nostro ambiente. Allo stesso modo non dimentichiamo che le informazioni di Sassi hanno almeno 8 mesi, che per quanto ci riguarda sono piuttosto datate”.

Intanto, in casa Ferrari c’è da registrare un “colpo di scena”: Simone Resta, attuale capo progettista, lascerà in suo incarico il 31 maggio per assumere il ruolo di direttore tecnico della Alfa Romeo Sauber. In passato, Resta ha lavorato in Minardi e ha iniziato a collaborare con Ferrari nel 2001 in qualità di senior designer engineer. Nel 2006 ha assunto il ruolo di responsabile del dipartimento di Ricerca e Sviluppo e nel 2012 quello di deputy chief designer. Nel 2014 è stato nominato da Sergio Marchionne capo progettista.