La battaglia titanica tra i due pluriridati Lewis Hamilton e Sebastian Vettel per un nuovo titolo mondiale da aggiungere alla loro già prestigiosa bacheca ha calamitato l’attenzione generale della stagione F1 2017. Ma, nonostante l’entità della posta in palio, questa non è stata l’unica lotta agonistica degna di nota di un vivace Campionato appena concluso. Anzi, l’annata che ha riportato in pista monoposto e gomme di dimensioni dal sapore antico, è stata tra le più prolifiche di spettacolari quanto di durissime sfide all’arma bianca, soprattutto tra compagni di squadra.

Su questo fronte gli appassionati non si sono certo annoiati essendogli stato offerto un gustoso e variegato pasto da consumare. Oltre, infatti, ad una rivalità esternata in pista senza esclusione di colpi, c’è stato anche spazio per confronti apparentemente nascosti ma ancor più feroci perché giocati sul piano altrettanto logorante della tensione nervosa. Alla prima specie appartengono senz’altro gli scontri tra Sergio Perez ed Esteban Ocon in seno alla Force India come pure tra Carlos Sainz jr e Daniil Kvyat nella Toro Rosso. Queste coppie di piloti se le sono date letteralmente di santa ragione nell’arco del Mondiale, arrivando più volte al contatto.

Il quasi contatto tra Perez e Ocon nel Gp del Belgio 2017.

Su tutti spicca quanto è accaduto tra Perez e Ocon, il cui focoso confronto li ha portati a speronarsi clamorosamente addirittura in tre occasioni: a Baku (teatro tra l’altro della famosa sportellata di Vettel ad Hamilton), in Ungheria e, soprattutto, a Spa subito dopo la partenza in un pericoloso corpo a corpo in piena accelerazione verso la compressione dell’Eau Rouge. Momento, quest’ultimo, che ha costretto i vertici della Force India ad intervenire per calmare gli animi tra i due. Accesissimo anche il duello Sainz-Kvyat, con il russo che ha sofferto la velocità e la concretezza dello spagnolo, poi passato alla Renault. Il livello della loro competizione ha raggiunto il culmine a Silverstone con un tamponamento che ha eliminato Sainz dalla gara.

Nel secondo genere di rivalità possiamo inserire, invece, quella tra i “galli” nel pollaio Red Bull, Daniel Ricciardo e Max Verstappen. I due si sono anche toccati a Budapest ma la contesa è stata principalmente una guerra psicologica per tutto l’anno tra il talentuoso e solido australiano e l’olandese dotato di un mix esplosivo di velocità e grinta da potenziale campione del mondo, che non lo ha mai fatto sentire secondo a nessuno fin dal suo approdo nel team austriaco. Nel range dell’incontro-scontro studiato ma non per questo meno elettrizzante ci sta, infine, quello tra Pascal Wehrlein e Marcus Ericsson in Sauber, con forti ripercussioni sull’assetto dirigenziale della scuderia, tanto da portare alle dimissioni il team principal Monisha Kaltenborn.

L’incidente tra Verstappen e Ricciardo a Budapest.
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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.