Il Gp d’Austria ha sempre emanato un fascino particolare per i grandi nomi dell’automobilismo sportivo che provengono da questa terra e per le caratteristiche tecniche e ambientali della pista che nel corso degli anni ha ospitato l’evento.

Il circuito storico dell’appuntamento era l’Osterreichring, un “mostro” di coraggio e abilità esteso per quasi sei chilometri dove i piloti confrontavano il loro talento destreggiandosi tra lunghi e difficili curvoni, infiniti saliscendi, chicanes da pelo e fulminei cambi di direzione. Il tutto si svolgeva tra le colline della Stiria nel più classico degli ambienti stile Heidi.

Adesso, il nuovo tracciato è sempre rimasto nello stesso luogo in quanto trae origine dall’illustre predecessore con una lunghezza notevolmente ridotta.

Sono scomparsi i famosi curvoni da oltre 200 km/h, sostituiti da tornanti lentissimi e curve a gomito per uniformarsi alle esigenze di sicurezza richieste oggi ma questo non ha comunque sminuito l’attrattività del Gp d’Austria, che rimane una delle gare più classiche e importanti del Mondiale di F1.

La prima corsa organizzata qui risale al 1964 e ci fu subito la perentoria vittoria di Lorenzo Bandini al volante della Rossa. Ancora Ferrari nel 1970 con Jacky Ickx in un campionato dominato dal grande pilota austriaco Jochen Rindt fino all’incidente mortale a Monza.

L’anno dopo si respirò, invece, il profumo in questo caso della Svizzera vincente ma destinata a destino avverso. Vinse Jo Siffert, anch’egli vittima successivamente di un incidente mortale, che spazzò dal mondo delle corse un suo sicuro protagonista.

Nel 1975 sull’Osterreichring si registrò una delle più belle affermazioni ottenute in condizioni meteo quasi proibitive. Sotto una pioggia battente infatti ne uscì trionfatore l’italiano Vittorio Brambilla con la March.

Ma il Gp d’Austria più emozionante della storia rimane sicuramente quello relativo all’edizione 1982 con un altro pilota italiano grande protagonista.

Un ricordo indelebile nella mente di tutti gli appassionati e addetti ai lavori che focalizza l’arrivo in volata sotto la bandiera a scacchi di Elio De Angelis e Keke Rosberg, separati da pochissimi millesimi sul traguardo. Bellissime sono le immagini del compianto Elio che resiste tenacemente ai continui assalti della Williams di Rosberg, vincitore del Mondiale a fine anno.

Significativo fu anche il successo di Niki Lauda due anni dopo con la McLaren in quanto fondamentale per ottenere punti preziosi di vantaggio sul compagno-rivale Alain Prost. A fine campionato vinse l’austriaco ma il pilota francese si rifece con gli interessi nel 1985 e nel 1986.

Dal 1997 esce di scena l’Osterreichring per far posto all’A1 Ring, poi divenuto Red Bull Ring da quando è stato acquistato dal patron della celeberrima bibita, Dieter Mateschiz. Già il primo anno Jarno Trulli con la Prost ex Ligier sfiorò la vittoria e nel 1999 sul primo gradino del podio salì invece Eddie Irvine per un bellissimo successo con la Ferrari in chiave Mondiale.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.