Il Gp di Germania è uno degli appuntamenti storici dell’automobilismo sportivo e, ovviamente, della F1. È inserito nel calendario del Campionato Mondiale dal 1951 e costituisce un tassello importantissimo per la tradizione più antica e gloriosa della massima formula.

I suoi circuiti maggiormente rappresentativi sono il tanto celebre quanto difficile e insidioso Nurburgring e quello che un tempo era il velocissimo Hockenheim, teatro della gara di domenica prossima. Un tempo, appunto, perché dopo le radicali modifiche apportate nel 2002, questa pista ha subito una vera e propria “castrazione tecnica”.

I suoi lunghissimi rettilinei sono stati spazzati via per far posto ad una parte mista medio-veloce che si ricongiunge al vecchio percorso nella zona del Motodrom. Per l’alta velocità è stato ricavato un rettilineo a forma di “L” che termina con un tornantino lentissimo.

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Nella sua lunga storia, il Gp di Germania è stato protagonista di momenti molto importanti nel cammino ormai ultra-cinquantennale di questo sport alternando gioie e drammi.

Nel 1976 la tristemente nota vicenda sportiva e umana che vide protagonista Niki Lauda, vittima di un grave incidente con la sua Ferrari da cui ne uscì vivo per miracolo ma con il volto sfigurato per sempre dalle fiamme, che avvolsero la sua 312 T2.

In quell’occasione il pilota austriaco ebbe salva la vita soprattutto grazie all’intervento tempestivo di Merzario, Ertl e Lunger che riuscirono ad estrarlo in qualche modo dall’abitacolo, sottraendolo giusto in tempo dal fuoco. Dopo l’incidente, il Circus della F1 levò per sempre le tende dal Nurburgring.

Sei anni dopo, ma questa volta ad Hockenheim, si sfiora nuovamente la tragedia in F1 con l’agghiacciante crash di Didier Pironi nelle prove. Come Villeneuve l’8 maggio a Zolder, il pilota francese tampona la vettura che lo precede (la Renault di Prost in questo caso) sotto la pioggia e decolla ricadendo malamente sull’asfalto con le gambe distrutte. Si salverà, ma nel 1987 perderà la vita in una gara di offshore.

In tema di duelli, invece, bisogna attendere il 1991 per assistere ad una delle tante furiose contese tra Senna e Prost, in pista e fuori. Il francese, al volante della Ferrari, cerca in tutti i modi di passare il brasiliano della McLaren ma non ci riesce e in un estremo tentativo all’esterno della “esse” che spezza il primo rettilineo finisce fuori pista e deve ritirarsi. La polemica divampa subito dopo con Alain che avrà parole di fuoco verso Ayrton, che a sua volta risponderà per le rime.

Un’altra accesa battaglia sulla pista tedesca sarà il momento clou del Gp del 1993 e vedrà come indiscussi protagonisti la Ferrari di Berger e la Ligier di Blundell. Quest’ultima è più performante della Rossa guidata dall’austriaco, che però lotta strenuamente. Blundell, dopo notevoli sforzi, riesce a superarlo ma subito dopo, approfittando della scia sui lunghi rettilinei di Hockenheim e della poderosa cavalleria del V12 Ferrari, lo ri-supera di forza all’esterno. Berger, poi, sarà costretto a cedere le armi ma la battaglia tra i due è spettacolare.

Così come sarà stupenda la bagarre tra lo stesso Gherard e Damon Hill nel 1996 per la conquista della vittoria. Nei giri finali la Benetton di Berger, che comanda la corsa, viene raggiunta dalla Williams dell’inglese. A quel punto la lotta si fa serratissima con due monoposto che montano lo stesso motore Renault. Berger resiste tenacemente ad Hill, il quale cerca di passare da tutte le parti ma, sul più bello, a tre giri dalla fine, esplode il propulsore della Benetton, che consente a Damon di vincere. Berger si riscatterà l’anno dopo ottenendo proprio in Germania l’ultima affermazione in F1. Sarà il suo canto del cigno.

Domenica, su una pista dove la trazione conta meno, la Ferrari potrà essere più vicina alle Mercedes di Hamilton e Rosberg aspirando a tornare davanti alla Red Bull, ma le frecce d’argento restano comunque inavvicinabili. Il tema della gara sarà piuttosto quello in chiave campionato con la lotta per il titolo tra i due piloti Mercedes. Hamilton, infatti, ha riconquistato la vetta della classifica dopo il successo in Ungheria assestando un brutto colpo psicologico a Rosberg, che adesso è chiamato ad una pronta reazione.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.