Quelle che hanno separato il Gp di Singapore dal Gp della Malesia in programma domenica prossima sono state le due settimane dell’anno più lunghe e difficili per la Ferrari. Complicate da gestire principalmente a livello psicologico dopo il disastro di Marina Bay in partenza con l’harakiri tra Raikkonen e Vettel che ha compromesso non poco le ambizioni iridate della Rossa nel Mondiale Piloti.

Una considerazione che emerge non solo sull’onda emotiva dello sciagurato episodio ma anche da valutazioni tecniche sui valori in campo Ferrari-Mercedes rapportati alle piste su cui, da ora in avanti, le due scuderie protagoniste di questo appassionante 2017 dovranno confrontarsi. A partire proprio dal circuito di Sepang, dove tra due giorni inizierà il prossimo weekend di lotta.

In Malesia e nelle successive cinque gare, infatti, regnerà presumibilmente un equilibrio assoluto tra il rosso di Sebastian Vettel e l’argento di Lewis Hamilton e ciò, con 28 punti di vantaggio sul rivale, non può che costituire una manna per l’inglese. È chiaro che in una situazione di livellamento in alto delle prestazioni tra le monoposto che si contendono il campionato, sono gli episodi a fare la differenza al di là delle dichiarazioni di auto-incoraggiamento, spingendo l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

L’anno scorso, ad esempio, lo stesso Hamilton perse il titolo principalmente per il ritiro cui fu costretto sullo stesso circuito nel quale sarà all’opera tra due giorni. Quella rottura del motore al 41° giro quando stava dominando a fine anno si rivelò decisiva per il tiratissimo successo finale di Nico Rosberg. E la stessa cosa può accadere quest’anno, ma a suo favore, con l’incredibile vicenda di Singapore in cui la Ferrari di Vettel ha praticamente sbagliato un goal a porta vuota, considerando che partiva dalla pole su un tracciato cucito su misura per la SF70-H, l’unico così favorevole da ora fino al termine della stagione perché dalla Malesia in poi regnerà, appunto, l’equilibrio e la rimonta Rossa sarà davvero un’impresa al limite del possibile.

A meno che la sfortuna o l’errore di valutazione non si facciano beffe anche di Hamilton. Inconvenienti che ovviamente nessuno augura al campione inglese più “glamour” della storia ma che possono essere sempre in agguato in qualsiasi campionato e, a maggior ragione, in un’annata così imprevedibile e pirotecnica come quella attuale. Sta tutto in questi termini l’esito del Mondiale Piloti, senza toccare la situazione relativa alla classifica Costruttori, ormai largamente nelle mani della Mercedes.